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15 gennaio 2004

Scienze della comunicazione: istruzioni per l’uso

Dopo oltre dieci anni dall’istituzione della facoltà di Scienze della Comunicazione è tempo di bilanci. Il lasso temporale intercorso dalle prime la
Dopo oltre dieci anni dall’istituzione della facoltà di Scienze della Comunicazione è tempo di bilanci. Il lasso temporale intercorso dalle prime lauree conseguite ad oggi è sufficiente per valutare quanto sia “spendibile” questo corso di laurea. In teoria il corso di laurea in comunicazione era stato pensato ed articolato per dar vita ad un bagaglio conoscitivo adeguato per svolgere un po’ tutte quelle professioni che ruotano attorno al concetto di comunicazione. Pensiamo dunque a responsabili di pubbliche relazioni, a pubblicitari, a giornalisti, ad addetti al reparto marketing di aziende: tutte professioni che in passato venivano svolte da laureati in altre discipline o addirittura da non laureati. Purtroppo però una volta concluso l’iter studiorum le conoscenze acquisite non sono quelle specialistiche richieste dal mercato del lavoro. Ma ciò è quello che accade un po’ in tutta l’istituzione universitaria italiana: il laureato in giurisprudenza non ancora è avvocato, così come quello in economia e commercio non ancora è commercialista. Anche il dottore in comunicazione dovrà dunque seguire un iter post laurea propedeutico alle varie professioni inerenti. Solo che non esiste un “praticantato” canonico e formalizzato. Ciascuno dovrà cercare di fare la propria “gavetta”, il più delle volte non retribuita.
Stefano Tassone

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