• Google+
  • Commenta
25 febbraio 2004

Gli occhi di Pantani

Dicono, affermano, sentenziano
che eri sensibile, fragile e generoso.
Accusano, giudicano e diagnosticano
che eri introverso, depDicono, affermano, sentenziano
che eri sensibile, fragile e generoso.
Accusano, giudicano e diagnosticano
che eri introverso, depresso e assente.
Ma le tue valli erano gloriose
quando scendevi giù in picchiata.
Ma le tue scalate epiche imprese, stoiche; leone.
Forse ora cavalchi e pedali ancora quel sogno
nei circuiti del paradiso.
Forse non sei più primo, ma uno dei tanti
e sei felice.
Caro pirata senza navi e senza una compagna.
Cara la tua vita errante,
tra stradine in salita nel verde,
di curve affianco a profonde gole
e profumi di alte montagne.
Gli altri, sì gli altri, tutti dietro
ma il tuo traguardo è stata la morte.
E ora si chiedo, tutti si chiedono:
“chi era Marco?”.
Marco morto solo,
in una stanza da solo,
in una vita da solo,
in una corsa, vittoria, sconfitta, caduta e risalita da solo,
in un conforto di tanti amici e parenti da solo.
Forse nessuno ha la risposta,
ma per quanto ora non ci sei più
e i ricordi si moltiplicano e differenziano.
Io penso che
avevi occhi fissi, meravigliosi, buoni, tristi
e soli.
Michele Mazza
michele594@interfree.it

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy