• Google+
  • Commenta
19 febbraio 2004

Rappresentazione teatrale in Medio Oriente

Urla lontane di un popolo che soffre, una cannonata sul tetto di una casa, spari di mitra che rimbombano e tante vite spazzate via dalla polvere e dalUrla lontane di un popolo che soffre, una cannonata sul tetto di una casa, spari di mitra che rimbombano e tante vite spazzate via dalla polvere e dal vento. La terra del sangue piange i suoi figli, una mano esanime sbuca dalle macerie e quelle urla piombano nel silenzio. Ci troviamo all’interno di un teatro, e noi davanti al palco delle immagini televisive assistiamo alla scena del dolore, della Morte che gioca con gli uomini, inconsapevoli attori di una trama tragica. Ma la trama è una sola: allungare la scia di sangue, velo della Morte che si sposa con la notte buia del nostro tempo. E non ci vuole poi così tanto, basta avere qualche arma e tanta follia per poter scatenare l’inferno, in fondo la danza della guerra è sempre stato uno spettacolo gradevole da guardare. E vedi la scenografia, colonne di fumo al cielo dominate dalle fiamme, un bambino per strada che singhiozza i cui occhi esprimono un sentimento comune: paura del mondo, anzi no, paura di vivere. E le scene si susseguono, il copione va avanti, senti qualche battuta di un personaggio noto, le carte che scorrono abbondanti sul tavolo della diplomazia rintanati nei loro palazzi di vetro immersi nel fumo delle sigarette a far finta di discutere. Intanto una nuova alba dal rosso colore spunta sul mondo dimenticato, ed entrano nuovi personaggi, America, Europa che dibattono le sorti dei poveri martiri. Quell’alba è offuscata dal nero fumo della Morte, il giorno scorre lento, più velocemente a scorrere è il sangue innocente. Una coppia di amanti consacra il suo amore, ma si ode un fischio lontano e quell’amore è falciato sul nascere. Le stelle si spengono nel cielo di Israele, il sole si offusca in Palestina, sembra che L’Apocalisse abbia precorso i tempi, solo che i giudici divini sono gli uomini e non Dio. Forse qualcuno si aspetta il finale di questa tragedia ma purtroppo rimarrà deluso. Il copione viene scritto giorno per giorno, attentato dopo attentato, corpi di persone uccise senza un perché. E noi siamo sempre là, davanti allo schermo a guardare lo spettacolo della follia umana che continua imperterrita.
Lucio Franzese

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy