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29 marzo 2004

“Prova D’orchestra”, Federico Fellini

Datato 1978 e pensato inizialmente come documentario sulla musica, “Prova d’orchestra” diviene riflessione storica da parte di Federico Fellini. Ci siDatato 1978 e pensato inizialmente come documentario sulla musica, “Prova d’orchestra” diviene riflessione storica da parte di Federico Fellini. Ci si rende conto subito, infatti, che la reale vita dei componenti di questa strampalata orchestra irrompe sulla scena ancor prima dell’amore per la musica. Ogni musicista rappresenta il ritratto/stereotipo dell’italiano medio vittima del suo tempo. La coppia in crisi che si rinfaccia le malefatte di una vita, cullandosi nella nuova legge sul divorzio, l’ansioso stressato dal traffico della metropoli che ha scoperto gli ansiolitici, gli amanti… Tutto questo campionario di italiani medio(cri) a formare un’orchestra che “suona tutta insieme accomunata da un solo odio, come una famiglia”. Questa la riflessione che fa da asse portante a tutto il film, un’orchestra-famiglia disgregata che suona senza amore e produce cacofonie. Un’abulia accomuna tutti a tal punto da non riuscire ad unirsi neanche nella dissidenza. Idiosincrasie ridicole e limitate a frasi offensive scritte sui muri rivolti all’inflessibile maestro tedesco, slogan da scolaretti del tipo “W il giradischi”. Frasi surreali se dette e pensate dai musicisti, come surreale, e a questo punto “felliniano”, é l’improvviso ingresso in scena della grande palla di ferro che fa cadere le mura e uccide l’arpista, da sempre sbeffeggiata dal resto del gruppo. Tra i calcinacci l’orchestra continua a suonare senza amore, come se niente fosse o meglio, come se fosse NIENTE, metafora e amara riflessione sul nostro tempo che va, senza farci capire dove sia diretto.
Roberta Paraggio

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