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20 maggio 2004

Juve stabia: le vespe tornano a volare

È la rivincita di una città intera, è la vittoria del calcio genuino, è il trionfo dei valori morali: parole per nulla casuali, anzi dovute.
A CastelÈ la rivincita di una città intera, è la vittoria del calcio genuino, è il trionfo dei valori morali: parole per nulla casuali, anzi dovute.
A Castellammare di Stabia, quest’anno il calcio è tornato a far sognare le persone di una città che tenta di dimenticare le tante difficoltà di vita nel napoletano, tentandosi di aggrappare a qualcosa che è più di una passione, una città legata in un modo quasi abominevole al “pallone”, ma che negli ultimi anni è stata costretta a guardarlo soltanto in tv.
Riordiniamo brevemente le idee: la gloriosa Associazione Calcistica Juve Stabia, oltre ad un passato degno di nota a livello campano e interregionale, quando il calcio era solo un privilegio settentrionale, riuscì nel dopoguerra una volta smantellati dallo stadio “S. Marco” i rifugi per i feriti bellici, a compiere una storica promozione in serie B nella stagione 1950-51 retrocedendo però lo stesso anno riuscendo a fermare in un’epica gara a Castellammare terminata 0-0 la Roma lanciata a punteggio pieno verso la serie A. Dopo ciò, oltre all’intitolazione dello stadio a “Romeo Menti” (campione morto nel grande Torino nella strage di Superga, ma con un passato con la casacca gialloblù), un’altalena tra C1 e C2 con poche parentesi nell’allora Campionato Interregionale. Poi negli anni ’90 la svolta: Roberto Fiore dalla proprietà del Napoli di Maradona passa alla Juve Stabia, centrando immediatamente la promozione in C1 nel ’92-’93 e perdendo la finale play-off per la B contro la Salernitana l’anno successivo; poi solo glorie e grandi campioni a Castellammare per 4-5 anni, per riprovarci nuovamente in un’altra finale per la B contro i cugini del Savoia di Torre Annunziata, perdendo ancora. L’anno dopo la retrocessione in C2, e poi la stagione successiva la mancata iscrizione dopo l’abbandono di Fiore e la scomparsa definitiva del calcio nella “città delle acque” dopo oltre 60 anni.
E proprio come recita il motto storico della città dal vessillo gialloblù “POST FATA RESURGO”, dopo due anni di buio più totale arriva un imprenditore Stabiese che fa rinascere il calcio dalle ceneri del Comprensorio Nola ormai fallito. Un anno di transizione in serie D con la denominazione Comprensorio Stabia, e una salvezza agguantata all’ultima di campionato. Poi finalmente grandi!
In un’estate di ripescaggi e fideiussioni mancate, di passaporti illegali e di falsi in bilancio nelle categorie maggiori, la società guidata da Paolo D’Arco riotteneva il nome JUVE STABIA e si accaparrava tutti i pezzi più pregiati del mercato di serie D, mentre ristrutturava lo stadio “Menti” trasformandolo in un gioiellino da 15mila posti con tanto di impianto di illuminazione, manto erboso in erba sintetica, e con tutte le norme di sicurezza rispettate alla svizzera, inserendo anche dormitori per i giocatori, e rendendolo agibile anche per eventi musicali di massa.
Poi la stagione appena terminata è tutta un trionfo…due sole sconfitte in 34 gare, promozione in C2 ottenuta in una gara al cardiopalma contro il Calcio Potenza che guidava il campionato un punto sopra le VESPE, la storica conquista della Coppa Italia di serie D con una rimonta epica in una doppia finale contro la Massese dei record, e ora si attende la poule scudetto, torneo che mette di fronte tutte le vincitrici dei nove gironi Dilettanti per aggiudicarsi il titolo di “campione d’Italia Dilettanti”.
Finalmente a Castellammare in breve tempo è ritornato il calcio che conta, e l’ha fatto nel modo più bello possibile, sembrerebbe di vivere una favola invece è la stupenda realtà, e ora si sogna ad occhi aperti, oltre allo scudetto (impresa mai riuscita a nessuno nella storia di vincere tre trofei su tre), il platonico ripescaggio in serie C1,che grazie al Lodo Petrucci che privilegia le società con un passato glorioso, e soprattutto le società sane, senza alcun debito societario e con tutti i pagamenti in regola verso i propri dipendenti, potrebbe far rivivere quei gloriosi derby con Avellino, Benevento e chissà se non addirittura Salernitana o Napoli.
W il calcio pulito, onesto e genuino, w la serie D, w la Juve Stabia!

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