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15 maggio 2004

L’olocausto degli omosessuali

L’Università di Salerno ha celebrato la Giornata della Memoria dell’Olocausto con una mostra convegno organizzata dall’associazione universitaria ga
L’Università di Salerno ha celebrato la Giornata della Memoria dell’Olocausto con una mostra convegno organizzata dall’associazione universitaria gay Garcia Lorca nell’Ex Masseria, dal 28 al 30 gennaio. Una giornata affinché il ricordo non sia mera commemorazione, ma attiva collaborazione ogniqualvolta vengano violati i diritti dell’uomo e molestata la dignità individuale. Questo evento é nato da un’affermazione di identità attraverso la rievocazione storica, “é la rabbia per non vedere tutt’oggi affermati i propri diritti”. Al convegno é intervenuto Franco Goretti, curatore del libro Le ragioni del silenzio: la persecuzione degli omosessuali durante il fascismo, ricordando che allo scoppio della Grande Guerra, nel 1914 Berlino aveva 40 locali per omosessuali e diversi periodici gay. Il nazismo riportò in uso il famoso Paragraph 175 (come nel titolo di un film), l’articolo del codice penale che puniva con la prigione gli atti sessuali fra uomini, che di fatto non veniva più applicato. Teorizzò “cause ambientali” che conducevano all’omosessualità ed una “omosessualità abituale”. Nel primo caso carcere duro, lavori forzati, cure psichiatriche e castrazione volontaria erano i provvedimenti utili al reinserimento nella società. Nel secondo invece, l’omosessualità veniva considerata incurabile. Tra il ‘33 ed il ‘45, circa 7.000 omosessuali furono deportati. Il prof. D’Angelo, docente di Storia Contemporanea all’università di Salerno, ha sottolineato come nei campi ci fossero individui con malformità, invalidi, malati, riportando l’aspetto generale dell’intolleranza tedesca contro tutte le diversità. A seguire, una mostra con foto testimonianza dei lager nazisti e la proiezione del film Una giornata particolare, di Ettore Scola.
Paola Perrotta

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