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5 ottobre 2004

La storia del pensiero vista da matematici e filosofi

Continua all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia il confronto tra matematici e filosofi sulla storia del pensiero nel rapporto tra le d
Continua all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia il confronto tra matematici e filosofi sulla storia del pensiero nel rapporto tra le due rispettive dottrine e sugli interrogativi etico-filosofici posti dal progresso scientifico. L’iniziativa dal titolo “Matematici e filosofi si incontrano” promossa dal Dipartimento di Matematica Pura e Applicata “G.Vitali”.

Se guardiamo alla matematica e alla filosofia oggi, siamo tentati di considerarli come due insegnamenti lontani e con poco in comune. Ma, se facciamo un passo indietro a più di 2000 anni fa, ci accorgiamo di come i “grandi filosofi greci” avessero già chiaro in mente che la matematica e la filosofia di cose in comune ne hanno molte: pensiamo – anche solo per un istante – all’influenza esercitata da Pitagora sugli sviluppi del pensiero filosofico o sul ruolo avuto per la diffusione delle conoscenze matematiche. Per tornare più vicino a noi, basta rifarsi a Cartesio o a Leibnitz, che furono ad un tempo eminenti filosofi, ma anche geniali matematici.

La consapevolezza che la matematica e la filosofia siano due “scienze” strettamente connesse tra di loro non è, quindi, cosa nuova. Dopo il successo di una prima edizione, è ancora una volta un ciclo di conferenze, organizzato dal Dipartimento di Matematica Pura e Applicata dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, a ricordarcelo attraverso una serie di incontri dal titolo “Matematici e Filosofi si incontrano”, che mette a confronto matematici e filosofi sulle domande e le risposte che le loro discipline sanno dare all’osservazione della realtà.
Al centro dell’incontro saranno appunto il paradosso, ciò che sembra impossibile e supera l’opinione comune, e la matematica con la sua capacità di risolvere in modo apparentemente “miracoloso” quelli che sembrano “rompicapo” irrisolvibili. Come è possibile che i punti di una sfera siano tanti quanti quelli presenti in due? E che da una sfera si possano averne tante dello stesso volume? E ancora, è vero che i numeri che sono quadrati perfetti non sono in minor quantità rispetto ai numeri naturali?

A questi curiosi interrogativi, che già si sono posti molti tra i più importanti matematici e filosofi, verrà data risposta attraverso l’uso del concetto di infinito che ci verrà in aiuto anche nel dare una giustificazione matematica al miracolo dei pani e dei pesci!

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