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15 ottobre 2004

Omaggio a Giò Pomodoro

Arte contemporanea e archeologia in dialogo. Una convivenza armonica da decenni, in quel di Paestum, che ha preceduto con lungimiranza intellettual
Arte contemporanea e archeologia in dialogo. Una convivenza armonica da decenni, in quel di Paestum, che ha preceduto con lungimiranza intellettuale l’attuale programma dei «Grandi attrattori» ideato e finanziato dalla Regione per valorizzare i siti storici della Campania. E, mentre decollano il Museo nazionale di Napoli e la Certosa di Padula, rischia di essere vanificata l’opera di Pietro Lista che ha messo su con grnadi sforzi quel vero e proprio gioiello che è il Museo di arti minime, ubicato negli scavi dell’antica Posidonia. Già, perchè sta per scadere la convenzione triennale fra l’artista e la soprintendenza archeologica di Salerno per l’utilizzo della torre di Paestum, sede del Museo di arti minime, e fino ad oggi di rinnovo non se ne parla proprio. Col rischio che salti anche l’omaggio allo scultore Giò Pomodoro, previsto per fine anno. Un evento di rilevanza nazionale e di forte richiamo per i «turisti dell’arte».
Ed ecco che si mette in moto la macchina burocratica di palazzo Santa Lucia. Ieri la terza commissione regionale, presieduta da Andrea De Simone, ha incontrato il comitato cittadino di Paestum per discutere dello stato di attuazione dei «Grandi Attrattori». Presenti all’incontro anche gli assessori regionali ai beni culturali e al turismo; assenti, invece, la Soprintendenza ed il Comune di Capaccio. La commissione ha espresso preoccupazione per la condizione di incuria in cui versa il sito archeologico e per l’assenza di informazione tra cittadini e forze culturali. Poi ha ribadito la necessità di rinnovare la convenzione con il Mmac di Lista.

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