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15 novembre 2004

Final Fantasy X-2

L’ultimo capolavoro targato Square
Tutto ebbe inizio nell’ormai lontano 1987. Una piccola software-house dal nome Square, stava attraversando un mo
L’ultimo capolavoro targato Square
Tutto ebbe inizio nell’ormai lontano 1987. Una piccola software-house dal nome Square, stava attraversando un momento di crisi economica molto difficile, e stava cercando di entrare in competizione nazionale nel mercato dei videogiochi. Hironobu Sakaguchi, leader del gruppo, pensò di realizzare il suo ultimo progetto, e pensò di creare il gioco che avrebbe salvato la società. Così riuscì a realizzare insieme ai suoi colleghi un gioco di ruolo. Tutte le speranze, le idee, i sogni di un piccolo gruppo di programmatori erano rinchiuse in una cartuccia da un megabit il cui contenuto era destinato a rivoluzionare il mondo dei giochi di ruolo e il suo concetto stesso. Se l’operazione avesse fallito la Square avrebbe cessato di esistere e il gioco fu chiamato (non a caso) Final Fantasy, la fantasia finale. E’ inutile dirle che il gioco spopolò in Giappone e in America e in futuro anche in Europa. Dal 1987 la saga di Final Fantasy si è fatta conoscere in tutto il mondo. Oggi siamo al decimo capitolo e Square ci ha dimostrato ancora una volta di essere in grado di creare dei grandi capolavori. Secondo Square la perfezione esiste. Perfezione che sfocia per la retta via che da anni molti di noi intraprendono. Via meglio definita come Videogioco, sacra religione minuziosamente venerata da buona parte del globo. Final fantasy X-2 è un piccolo evento. Per la prima volta Square si cimenta nel sequel “trasversale” di uno dei capitoli della saga più celebrere e FF X-2 alla prova dei fatti sorprende. Il titolo costituisce senza dubbio un caso unico nella popolarissima saga nipponica, dove ogni uscita introduce sempre universi e personaggi inediti rispetto ai predecessori. Il nuovo episodio propone un vasto campionario di esperimenti che interessano tanto il registro narrativo quanto la gestione dei personaggi e il rinnovato sistema di combattimento: con le sue atmosfere ‘pop’ estremamente frivole e frenetiche, il ritorno al mondo di Spira offre di certo innegabili sorprese. Da una parte prosegue la trama dell’episodio precedente, illustrando le condizioni della gente e gli avvenimenti occorsi nei due anni successivi. Dall’altra si differenzia dal prequel, grazie alle profonde modifiche strutturali apportate. Il risultato è per certi versi un’esperienza di gioco inconsueta. Questo è un sequel come non ti aspetti. Prende le distanze dal predecessore sotto quasi ogni punto di vista, ma non per rinnegare ciò che è stato, quanto per arricchirlo di nuove prospettive.
Alessandro Esposito

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