• Google+
  • Commenta
15 novembre 2004

La nera signora

Irrompe nel quotidiano, fa parte della vita, è intorno a noi, ha costruito la storia, ha lasciato ferite. La violenza strappa all’uomo la sua umanità,Irrompe nel quotidiano, fa parte della vita, è intorno a noi, ha costruito la storia, ha lasciato ferite. La violenza strappa all’uomo la sua umanità, gli mostra i suoi limiti e la sua effimera essenza, mette su fronti opposti fratelli, amici, persone. La guerra è la più forte esplosione di violenza, il suo braccio armato…cosa si prova ad essere stretti e soffocati, travolti e azzerati da questa nera signora? Riportiamo il pensiero di un soldato italiano a riguardo: “in guerra non c’è ideologia che valga, non c’è fede che rincuori, c’è solo il buio, l’odio e la paura forte di non tornare più a casa. Non ci sono parole, non ci sono gesti, se non quello automatico di difendersi. C’è tanta sofferenza”.
Gli abbiamo chiesto se avesse mai fatto del male a qualcuno e questa è stata la sua risposta: ”purtroppo sì, ma è stata un esperienza bruttissima che mi ha segnato molto. Ho dovuto farlo solo per difendermi, quell’uomo mi stava puntando contro un arma. E’ stata la cosa peggiore che abbia mai fatto ma in questi paesi senza democrazia, in circostanze così difficili e precarie, non c’è dialogo, la pace può essere riportata solo con la forza”. Da queste parole emerge chiaramente che la vittima diventa il carnefice… e il carnefice la vittima…
Da un lato c’è l’orrore per la violenza che interrompe la comunicazione tra gli uomini, spegne i loro battiti e li trasforma in pedine in un grande gioco, in macchine di morte al servizio di grandi interessi, costretti a trovarsi su opposti fronti a causa del diverso simbolo delle loro bandiere, del diverso colore della loro pelle, o del diverso nome del loro Dio, dall’altro però c’è l’idea dell’utilizzo della forza come mezzo per riportare la pace e la libertà. Fare violenza è sempre un atto di barbaria che non ha niente a che vedere con il progresso o la democrazia, è un atto di volontà, e, così come sosteneva Bertolt Brecht, scrittore e drammaturgo tedesco, l’uomo ha un difetto: “può volare e può uccidere ma può pensare”.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy