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15 novembre 2004

La Violenza Attiva – Sondaggio

Come di consueto, l’inchiesta che vi proponiamo è stata supportata dalla somministrazione di un sondaggio conoscitivo che abbiamo somministrato nei
Come di consueto, l’inchiesta che vi proponiamo è stata supportata dalla somministrazione di un sondaggio conoscitivo che abbiamo somministrato nei giorni scorsi. Il campione in esame comprende studentesse e studenti della nostra università differenti per corso di laurea ed età. Lo scopo fondamentale dell’inchiesta è quello di capire come i ragazzi si relazionino alla coercizione, sia essa di carattere fisico, verbale o psicologico. Abbiamo, dunque, chiesto loro di darci una personale definizione del concetto “violenza”. Piuttosto variegato è stato il ventaglio delle risposte che abbiamo registrato. Pare che all’idea di violenza si associno significati variabili a seconda delle situazioni. Innanzitutto prendiamo atto della non trascurabile percentuale di ragazzi (il 12%) che non è riuscita a dare alcun tipo di risposta. Per il 15% degli intervistati la violenza è un abuso della libertà individuale e dei diritti altrui. Il 20%, invece, ritiene che essa sia l’affermazione senza limiti della propria volontà. Interessanti le risposte meno ricorrenti. Emerge che è violenza la determinazione a tutti i costi nel perseguimento dei propri obiettivi, nonché l’alterazione del normale equilibrio insito nella convivenza civile tra individui.
Sono numerosi i fattori psicologici che determinano la manifestazione di atteggiamenti violenti a vari livelli. Il più delle volte, sembra che determinate reazioni non possano essere razionalmente previste. Capita, dunque, di incappare nella rete della brutalità senza neppure averne la consapevolezza razionale.
Sconcertante, a tal proposito, è la percentuale dei ragazzi che dichiara di essere stata parte attiva in un qualche tipo di fenomenologia violenta. Si tratta dell’80% degli intervistati. Tra essi il 36% ammette di aver esercitato violenza fisica; il 40% ritiene di aver condizionato la volontà altrui, imponendosi attraverso una sostanziale forma di violenza psicologica; il restante 24% ha dichiarato di aver perso le staffe verbalmente, attraverso insulti e alterchi di particolare rilievo.

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