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15 novembre 2004

La Violenza Legalizzata

E’ contestabile e condannabile sempre!!! Da qualsiasi parte viene, aldilà della sua natura e dal modo in cui è esercitata. Ma non esecrabile solo quelE’ contestabile e condannabile sempre!!! Da qualsiasi parte viene, aldilà della sua natura e dal modo in cui è esercitata. Ma non esecrabile solo quella fisica perché ancora più subdola è quella morale. Quest’ultima, infatti, non è sempre riscontrabile da chi non è direttamente coinvolto e da chi osserva i fatti dall’esterno. La violenza riconosciuta e giustificata dalla legge, poi, nella stragrande maggioranza dei casi è inutile e viene utilizzata esclusivamente per reprimere rivendicazioni giuste dei cittadini. Solo la legittima difesa potrebbe segnare un punto a favore di chi esercita la violenza. Ma in quanti casi la legittima difesa è solo una scusa per nascondere altre motivazioni di natura politica o razziale? In quanti casi le forze dell’ordine la usano per sfogare i propri istinti repressi? La pena di morte, le guerre, la repressione di manifestazioni pacifiste non risolvono i problemi che danno ad esse valenza legale. Il terrorismo non è giustificato neppure dalle valide questioni di principio che spesso lo genera, così come non sono giustificate le provocazioni dei movimenti che lottano per il riconoscimento di importanti diritti, come la tutela dell’ambiente o delle minoranze, quando eccedono nelle loro rimostranze proprio per scatenare l’ira della controparte. Esempi eclatanti dell’inutilità della violenza legalizzata sono le attuali vicende collegate alle guerre nei paesi arabi e, soprattutto, in Iraq. A nulla è servito fino ad oggi la morte di migliaia di cittadini arabi, di europei e di americani. Secondo gli USA la guerra è legittima quando serve ad abbattere un regime politico nocivo per i cittadini che lo subiscono o per il resto del mondo. Ma chi pu stabilire se un governo fa bene o male o se minaccia la pace nel mondo? Chi può stabilire se le ragioni dell’America e di parte degli stati europei, sono giuste e che sono invece condannabili solo gli atti violenti dei terroristi arabi che non vorrebbero interferenze esterne nelle loro vicende interne? Chi può stabilire se il governo russo fa bene a sottomettere il popolo ceceno per tenerlo tranquillo e per arginare le continue richieste di indipendenza o se invece sono dalla parte della ragione i ceceni terroristi che vorrebbero gestire da soli il proprio territorio e le proprie risorse? Non è affatto vero che le guerre e le repressioni volute dalla Russia e dagli Usa rappresentano l’autodifesa, mentre gli attentati dei terroristi arabi e ceceni sono violenza. Non cambia la natura di ciò che è considerato legale, le guerre per il ripristino della pace, e ciò che è considerato illegale, gli atti terroristici. Ghandi ha ampiamente dimostrato che la violenza, è sempre negativa e che non è mai necessaria per risolvere i problemi di un popolo o dell’intera umanità. Lo statista indiano ha fatto capire in concreto che dietro la violenza ci sono sempre interessi precisi che non giustificano le ragioni di Stato. Allora perché non vengono utilizzati metodi pacifici per redimere le controversie tra i popoli e le persone? Forse perché chi è forte o si sente forte, perché gestisce il potere non vuole mettersi in discussione e crede di essere sempre dalla parte della ragione.
Pietro D’Aniello

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