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15 novembre 2004

La Violenza nei Mass Media

Peculiarità fondamentale dell’era postmoderna è, senza ombra di dubbio, la spettacolarizzazione. L’ineludibile diritto di informazione degenera spes
Peculiarità fondamentale dell’era postmoderna è, senza ombra di dubbio, la spettacolarizzazione. L’ineludibile diritto di informazione degenera spesso in una sorta di licenza selvaggia a dire e mostrare qualsiasi cosa senza alcuno scrupolo d’ordine morale o deontologico. L’incalzante inseguimento dell’audience giustifica il ricorso ad ogni tipo di mezzo. Resti umani impietosamente mostrati, truculente decapitazioni, esecuzioni sommarie, testimonianze di vittime tormentate dal dolore, in un’escalation irrefrenabile, continuano ad essere i protagonisti dei nostri organi di informazione. L’85% dei ragazzi ritiene che i media esercitino una forma di violenza. Violenza, questa, che si esprime in differenti campi d’azione. Essa è esercitata attraverso la manipolazione delle notizie, attraverso la faziosità dell’informazione, attraverso una sorta di controllo forzato delle coscienze, attraverso il costante ricorso al sensazionalismo dello scoop ad ogni costo. In tale ambito non possiamo che sollevare il problema dell’abuso di violenza televisiva attraverso immagini e linguaggio, a discapito di qualsiasi tipo di tutela degli utenti cosiddetti deboli.
I sociologi rilevano una progressiva assuefazione collettiva alla violenza che determinerebbe un sostanziale mutamento della percezione della violenza stessa.
Nel corso della nostra inchiesta abbiamo rilevato che ben 36 studenti su 100 ritengono di subire quotidianamente una forma di violenza psicologica esercitata dai mass media.

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