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15 novembre 2004

La Violenza Passiva

La violenza non è un fenomeno legato ad un processo storico, ad una promessa, una religione unica e indissolubile. Sparisce e poi diviene, poiché il mLa violenza non è un fenomeno legato ad un processo storico, ad una promessa, una religione unica e indissolubile. Sparisce e poi diviene, poiché il male più è piccolo, più difficilmente è scovabile, come un pulviscolo nel cuore, rispetto allo stesso. A tutti s’attanaglia l’anima nel vedere una creatura della natura, perfetta, miracolo dell’esistenza, insieme di sensibilità e intelligenza, saggezza e cultura…a chi non s’attanaglia l’anima nel vedere un uomo ridotto a semplice volere di un’ottusa violenza. Ed è così che torniamo a riflettere su quello che pensano i cultori della vita umana, nel loro riconoscere la violenza come un qualcosa d’irrinunciabile, necessaria per evitare i mali peggiori, usata per la salvezza di una società, nel sacrificio di poche classi. Forse sarebbe opportuno pensarlo se non fosse vero, come la stessa scienza ci ha insegnato che ogni male, anche il peggiore, vada prevenuto. E allora non bastano le frontiere a bloccare le armi, quando le stesse crescono ovunque, perché nessuna guerra si è interrotta per causa di bombe finite. Gli ordigni non finiscono mai e il suono che questi producono arriva ovunque. Ma chi si è davvero preoccupato di sconfiggere questo cancro che a macchia d’olio si espande dal popolo in ogni suo figlio, anche in quello che deve ancora nascere?

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