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13 marzo 2005

Champions League: Milan e Juve avanti di forza

Chelsea, Milan, Lione, PSV Eindhoven, Bayern Monaco, Liverpool e Juventus, aspettando l’esito di Inter-Porto di mercoledì prossimo. Queste le superstiChelsea, Milan, Lione, PSV Eindhoven, Bayern Monaco, Liverpool e Juventus, aspettando l’esito di Inter-Porto di mercoledì prossimo. Queste le superstiti degli ottavi di Champions, che volano verso i quarti di finale, sognando Istanbul, dove a Maggio si terrà la sfida decisiva.
Finale. Una parola che ha il sapore di grande sfida, epica, emozionante, tra squadre stellari. E, allora, forse, due-tre finali si sono già svolte: Milan-Manchester United, Real Madrid-Juventus e Chelsea-Barcellona. Finali anticipate, che hanno dato emozioni dal primo all’ultimo minuto ed hanno visto il crollo delle spagnole, cadute per la prima volta così in anticipo; soprattutto il “galactico Real”, fuori anche dalla corsa al titolo nazionale e che non mette niente in bacheca dall’agosto 2003. La doppia sfida con la Juve era attesa come la grande rivincita, contro una stagione balorda e contro i bianconeri che già due anni fa li fecero fuori. La legge del Santiago Bernabeu si è fatta valere all’andata: Del Piero & company annichiliti e sconfitti 1-0 da una rete di Helguera su calcio di punizione battuto da Beckham, in una gara il cui punteggio poteva essere ben più largo. I legni di Raùl e Samuel saranno pagati cari a Torino. Difatti, al ritorno un Delle Alpi stracolmo spinge la Juve; le polemiche dei giorni precedenti si riversano su Ronaldo, sommerso di fischi ad ogni palla toccata. Ma il “Fenomeno” non si impressiona e, dopo che il Madrid aveva ben gestito il primo tempo, a un certo punto decide di partire: scatta da dietro la metà campo e se ne va in porta; ma Buffon si oppone. Pochi minuti e Trezeguet realizza in rovesciata la rete dell’1-0; gli spagnoli sono alle corde ed ai supplementari vengono finiti da Zalayeta. Juve avanti.
Il giorno prima, il Milan aveva completato la sua opera, superando il Manchester anche a San Siro, dopo averlo già punito a domicilio. Stesso risultato, stesso marcatore: Hernan Jorge Crespo. La sfida tra “Diavoli” e “Red Devils” non ha avuto storia. Old Trafford è stato terra di conquista per un Milan sublime nell’imporre il suo ritmo, limitare al nulla le offese avversarie e punire, impietoso, grazie anche ad un grossolano errore del portiere Carroll. Il ritorno di Van Nistelrooy non basta agli inglesi, l’assenza di Shevchenko non impedisce al Milan di stendere il deludente avversario.
Quando la gara di San Siro finisce, a Stamford Bridge c’è Rijkard che viene trattenuto dalle forze dell’ordine perché vuole farsi giustizia della sconfitta immeritatamente subita (errore della terna italiana in occasione del gol decisivo e sfottò del vice di Mourinho verso la panchina blaugrana). Ma Chelsea e Barça hanno dato luogo alla gara più bella e spettacolare della competizione. Al Nou Camp due settimane fa i “blues” erano caduti mestamente 2-1, pur essendosi portati per primi in vantaggio (autorete di Belletti). Decisivo era stato l’esordio di Maxi Lopez, condito da gol e assist a Eto’o. Al ritorno, dopo 20’, i padroni di casa erano già sul 3-0, risultato capace di stordire qualsiasi avversario. Ma non Ronaldinho. Il calciatore più forte del mondo non si è lasciato intimidire. A fine primo tempo il risultato era cambiato: Chelsea 3 – Ronaldinho 2. Il numero 10 aveva prima trasformato un penalty (fallo di mano di Paulo Ferreira) e poi aveva illuminato la notte londinese con una perla di rara bellezza. Ma, come già detto, il secondo tempo avrebbe dato ragione a Mourinho.
Sono uscite dunque tre delle favorite. Ma è uscito anche il Monaco vice-campione in carica. Duro il verdetto per i garçon di Didier Deschamps, sconfitti 1-0 in trasferta (Alex) e 2-0 al Louis II (Vennegoor of Hesselink e Buckley) dal PSV Eindhoven. Gli olandesi guidati da Guus Hiddink si propongono come outsider della primavera europea che ci attende. Cade, ancora una volta, l’Arsenal di Thierry Henry, cui non è bastata una rete ad Highbury Park nella gara di ritorno, perché all’Olimpiastadion di Monaco di Baviera il Bayern si era già guadagnato il passaggio del turno con un secco 3-1 firmato Pizarro e Salihamidzic (rete londinese di Toure).
In attesa di sapere chi tra Inter e Porto (andata a Oporto 1-1) si aggiungerà alle sette magnifiche di quest’anno, abbiamo una certezza su tutte: il calcio del nostro continente ha una nuova potenza. Il Lione da tre anni vince il campionato francese, la scorsa stagione si è fermato solo contro i futuri campioni in Champions e in questa sembra irrefrenabile. Passato il turno come primo in classifica davanti al Manchester United (che gli ha inflitto l’unica sconfitta) e con il miglior attacco del torneo (17 reti), si sono confermati. Ipotecata la qualificazione in casa del Werder con un inequivocabile 3-0, i ragazzi guidati da Paul Le Guen non hanno avuto pietà dei malcapitati avversari venuti da Brema e li hanno umiliati 7-2. Grande protagonista è stato Wiltord, scaricato dall’Arsenal in estate e autore di una rete all’andata e tre al ritorno. Ma limitarsi al bomber di turno sarebbe riduttivo; da Essien a Malouda, da Coupet a Juninho Pernanbucano e tutti gli altri, questa è una squadra che punta in alto e fermarla sarà dura per chiunque.

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