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4 marzo 2005

Emilio Greco fra carnalità e spiritualità

Si inaugura il 10 marzo, nella prestigiosa sede di Palazzo Venezia, la mostra “Emilio Greco. Scultore”, che resterà aperta al pubblico fino al 25 maggSi inaugura il 10 marzo, nella prestigiosa sede di Palazzo Venezia, la mostra “Emilio Greco. Scultore”, che resterà aperta al pubblico fino al 25 maggio. Sotto il patrocinio del ministero per i Beni e le Attività Culturali, dei comuni di Roma e di Orvieto e delle regioni Lazio e Sicilia, le sale monumentali di Palazzo Venezia ospitano una selezione delle sculture di Emilio Greco (1913 – 1995), tra terrecotte, cementi e bronzi, che tracciano il percorso artistico del grande artista, figura di spicco della scultura del secondo Novecento. Il percorso della mostra segue un andamento cronologico, che parte dalla fine degli anni Quaranta, ed è diviso per nuclei tematici: dalla serie degli “Omini” e dei “Lottatori” al periodo delle grandi “Bagnanti” degli anni Cinquanta e Sessanta, dalla serie delle opere sacre e dei monumenti ai ritratti e le grandi statue degli ultimi anni, accanto a esempi di monumenti come ad esempio le porte della cattedrale gotica di Orvieto e la memoria funebre di papa Giovanni XXIII in San Pietro, di cui sono esposti bozzetti e studi.
“Questa mostra – ha dichiarato Claudio Strinati, soprintendente al Polo Museale Romano, – si inserisce in un percorso che la nostra soprintendenza intende portare avanti, e che vede protagonisti i grandi rappresentanti del panorama artistico del Novecento, di cui hanno rappresentato tappe importanti le mostre romane dedicate a Manzù e Mafai, e che ritrovano, nel periodo storico condiviso, una riflessione comune.” Così, a dieci anni dalla morte dell’artista, questa mostra “filologica”, come la definisce il curatore Carlo Pirovano, si propone di rileggere l”opera di un artista tanto significativo con un occhio attento al contesto nel quale Greco opera, presentando i diversi materiali con cui, nel tempo, si confronta lo scultore (l’aspetto più imprevisto e sorprendente emerso dal lavoro di ‘scavo’ negli archivi di Greco, è rappresentato dai lavori in terracotta prodotti negli anni Quaranta e Cinquanta, spesso messi in secondo piano rispetto al bronzo, ma che esprimono alti momenti del suo operare) e le tematiche fondamentali del suo lavoro.
Una mostra che vuole essere “Un omaggio a un grande scultore – ha dichiarato Luigi Ciaramelletti, assessore alla Cultura della regione Lazio – in cui la carnalità delle donne ritratte ha saputo esprimere la mediterraneità della nostra cultura, accanto alla spiritualità che si legge nelle grandi opere monumentali”.

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