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8 marzo 2005

XXVII giornata: gol e polemiche

Sabato pomeriggio, Atalnta-Milan, siamo sullo 0-0. Partita brutta su un campo pessimo, ma bergamaschi insidiosi con Makinwa ispirato da Montolivo. Il Sabato pomeriggio, Atalnta-Milan, siamo sullo 0-0. Partita brutta su un campo pessimo, ma bergamaschi insidiosi con Makinwa ispirato da Montolivo. Il nigeriano a un certo punto scappa alla difesa rossonera e, lanciato a rete, viene vistosamente trattenuto da Nesta. L’arbitro Bertini (internazionale) lascia correre.
Sabato sera, Roma-Juventus. Gara nervosa, con i bianconeri passati in vantaggio con Cannavaro, che colpisce di testa in netto fuorigioco. L’arbitro non tiene in mano la gara e i giocatori in campo se le danno di santa ragione. Come quando Cufrè colpisce Del Piero al volto con uno schiaffo (Alex per fortuna non reagisce, se non facendo i suoi più sentiti complimenti all’avversario), dopo che Racalbuto ha fischiato un rigore inesistente (Zalayeta era stato atterrato fuori area) ottenuto su una azione viziata da un fuorigioco. Nel finale annullata anche una rete regolare ad Ibrahimovic.
Domenica pomeriggio. In Sampdoria-Chievo Verona c’è un rigore per i veneti. D’Anna batte e realizza, ma l’arbitro fa ripetere per la presenza di troppi uomini in area; D’Anna calcia di nuovo ma stavolta sbaglia e l’arbitro non fa ripetere nonostante anche in questo caso l’area sia piena. Più tardi a San Siro c’è il Lecce che sta fermando l’Inter sul pari. È da poco entrata la terza punta Julio Ricardo Cruz, che allo scadere ottiene un rigore a seguito di un intervento del brasiliano Angelo. Fallo o no? L’arbitro dice di si, Zeman nel dubbio lascia il campo.
È parte del bollettino di guerra di questo fine settimana calcistico, XXVII giornata di Serie A. Una due giorni infuocata, con le due capolista entrambe vittoriose. Con la terza e la quarta che aumentano la distanza sulle inseguitrici (oltre alla sconfitta della Roma, c’è quella dell’Udinese in casa per mano del Bologna e il pari del Palermo a Livorno), mentre sul fondo vincono Parma, Messina, Brescia e Fiorentina. E anche qui si registrano proteste a non finire: dalle espulsioni di Frey e Zaccardo al gol-fantasma di Rocchi, dalla miriade di falli in area che si vedono sempre (Gilardino e Pazzini i penalizzati più clamorosi) ai fuorigioco, gli scontri, le proteste eccessive di giocatori, allenatori, dirigenti. Un bollettino di guerra. Condito da un dato: Collina quarto uomo. E poi ci lamentiamo . . . .

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