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20 giugno 2005

Andate in bici

Negli ultimi anni è andato via via aumentando il numero di cicloamatori: si contano, anche se pian piano, sempre più fan della bicicletta, sia nelle sNegli ultimi anni è andato via via aumentando il numero di cicloamatori: si contano, anche se pian piano, sempre più fan della bicicletta, sia nelle sovraffollate città sia nelle salutari stradine di campagna.
Il mezzo di trasporto in questione è utilizzato sia per recarsi al lavoro sia per trascorrere un po’ del poco tempo a disposizione all’aria aperta, soprattutto nelle ideali giornate primaverili e autunnali.
La bici non inquina, si districa facilmente nel traffico, permette di tenersi in forma e di circolare anche nelle giornate in cui è predisposto dall’amministrazione comunale il blocco della circolazione…

Affinchè, però, le passeggiate siano sempre sicure è bene tenere a mente che anche chi circola in bici, così come automobilisti e pedoni, deve rispettare il codice della strada.
Quando si conduce una bicicletta deve farsi molta attenzione: sono migliaia ogni anno gli incidenti che vedono coinvolti ciclisti e centinaia tra questi i morti. Spesso sono i bambini a subire danni anche perché, troppo spesso, non sono a conoscenza nemmeno delle basilari norme di circolazione. Nel corso del 2002 sono stati oltre 10.000 i sinistri che hanno interessato i velocipedi. Risultato? Oltre 300 morti e 10.000 feriti circa. Quindi, prima di lasciare che i piccoli si avventurino da soli per le strade è bene che sappiano come comportarsi.

Ora, un breve ripasso delle norme principali…. Siete sicuri di conoscerle tutte? Prima, però, scopriamo cosa sono le biciclette, denominate dal C.d.S. “velocipedi”. Viene in aiuto l’articolo 50 che definisce velocipede un “veicolo con due o più ruote funzionante a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo; sono altresì considerati velocipedi le biciclette a pedalata assistita, dotate di un motore ausiliario elettrico, la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando raggiunge i 25 chilometri orari o prima se il ciclista smette di pedalare”. In merito alle dimensioni le biciclette, per essere considerate tali, non possono superare 1,30 metri di larghezza, 3 metri di lunghezza e 2,20 metri di altezza.
Procedendo nella lettura del C.d.S. ci si imbatte nell’articolo 68 che definisce le “caratteristiche costruttive e funzionali e dispositivi di equipaggiamento dei velocipedi”. Caratteristica essenziale cui un velocipede non può prescindere è il pneumatico: in particolare non è possibile, per i possessori di vecchie bici magari del secolo scorso, circolare con ruote in legno. Quindi, chi possedesse tali mezzi, per poter liberamente circolare su percorsi non di proprietà privata, dovrà necessariamente provvedere alla sostituzione delle ruote. Per la frenatura il velocipede deve essere dotato di un impianto indipendente per ciascun asse che agisca in maniera pronta ed efficace. Ogni bicicletta dovrà, inoltre, essere munita di un campanello per le segnalazioni acustiche che si deve “percepire ad almeno 30 metri di distanza”. Quanto alle segnalazioni visive, i velocipedi dovranno essere dotati anteriormente di luci bianche o gialle, posteriormente di luci rosse e di catadiottri rossi. Ai pedali devono essere applicati catadiottri gialli ed analoghi dispositivi devono essere applicati sui lati della bicicletta. In merito all’utilizzo di tali dispositivi, c’è l’obbligo di utilizzarli da mezz’ora dopo il tramonto e durante tutto il periodo dell’oscurità, e durante il giorno se le condizioni atmosferiche lo richiedono. In caso di assenza di tali dispositivi, si dovrà condurre il veicolo a mano. Giova precisare che tali dispositivi sono obbligatori e non consigliati, quindi “chiunque circola con un velocipede senza pneumatici o nel quale alcuno dei dispositivi di frenatura o di segnalazione acustica o visiva manchi o non sia conforme alle disposizioni stabilite è soggetto a sanzione amministrativa”.
E’ vietato, inoltre, il trasporto di persone sulla bicicletta, a meno che non si sia maggiorenni ed il trasportato non abbia ancora raggiunto gli 8 anni e sia alloggiato nell’apposito seggiolino omologato. Il seggiolino deve essere rigido e deve essere munito di schienale, braccioli e sistema di ritenuta. Nel caso in cui il bambino abbia almeno 4 anni e il seggiolino sia posto posteriormente rispetto al conducente, il seggiolino può essere sprovvisto di braccioli. Il sistema di ritenuta, in particolare, deve essere realizzato con bretelle o cinture di contenimento; deve, inoltre, essere presente nella parte inferiore del seggiolino una struttura di protezione per i piedi del bambino che ne impedisca eventuali piccoli incidenti. Sul seggiolino debbono essere stampati l’anno di produzione ed il nome della ditta produttrice o, nel caso sia prodotto al di fuori dell’Unione Europea, della società importatrice. Sul tandem o quadriciclo, se omologato, è possibile trasportare tanti passeggeri quanti sono i posti provvisti di sellino, per un massimo di quattro compreso il conducente.
Non si possono condurre o trainare animali, cosa che, invece, avviene frequentemente all’interno dei centri abitati, durante la marcia: questo è consentito solo nel caso il nostro “amico” venga sistemato in apposita struttura, assicurata al veicolo, che non sia di ostacolo alla visuale.
In assenza di divieti per particolari categorie di velocipedi, si deve circolare col proprio velocipede sulle piste ciclabili, ove presenti.
E’ superfluo ricordare di rispettare la segnaletica stradale: il fatto di essere alla giuda di una bicicletta non ci autorizza ad ignorare un segnale di divieto d’accesso o di stop. In particolare, i ciclisti (art. 143 C.d.S. e successivi) devono circolare il più possibile vicino al margine destro della carreggiata, anche quando la strada è libera: questo non vale nel caso si debba effettuare una svolta a sinistra. Si devono, inoltre, evitare scarti improvvisi o movimenti a zig-zag. In caso di svolta, essendo sprovvisti di indicatori di direzione, si deve segnalare con un braccio la direzione che si vuole prendere. Giova precisare che non è possibile circolare con i velocipedi su autostrade e su strade extraurbane principali.
I ciclisti (art. 182 C.d.S.) devono, generalmente, procedere in fila indiana e comunque mai affiancati in numero superiore a due. In particolare, fuori dai centri abitati, l’affiancamento è vietato: unica eccezione si osserva nel caso uno dei due velocipedi sia condotto da persona avente meno di 10 anni.
Alla guida del veicolo si deve sempre poter disporre liberamente di braccia e mani e si deve sempre tenere il manubrio con almeno una mano. Si deve, inoltre, avere sempre libera visuale sia frontale sia laterale.
E’ vietato trainare o farsi trainare da altri veicoli. In caso di pericolo o di intralcio per i pedoni, il velocipede dovrà essere spinto a mano: tale eventualità si presenta, ad esempio quando si circola nelle strade sede di mercati o manifestazioni o quant’altro raccolga un numero elevato di persone.
Buona norma è guidare con prudenza. Bisogna ricordarsi che ci si trova su strada e il pericolo è sempre dietro l’angolo! In bici è bene tener da conto quanto appena detto, in caso contrario si rischia non solo una spiacevole contravvenzione ma, soprattutto, l’incolumità propria e degli altri.
Anche per i ciclisti sono previsti sistemi di protezione: caschi più piccoli di quelli utilizzati dai motociclisti. Il loro utilizzo è obbligatorio soltanto per chi disputa competizioni sportive: non è, però, cattiva abitudine infilarlo anche per affrontare la più tranquilla delle passeggiate. Indossatelo! Non aspettiamo che intervenga una legge a salvare centinaia di vite!
Mettiamo il casco di testa nostra!
In collaborazione con www.autosix.com

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