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6 giugno 2005

Il Napolifilmfestival ricorda Peppino De Filippo

Il Napolifilmfestival dedica quest’anno la sezione I volti del Cinema italiano al grande attore scomparso 25 anni fa riproponendo il meglio della sua Il Napolifilmfestival dedica quest’anno la sezione I volti del Cinema italiano al grande attore scomparso 25 anni fa riproponendo il meglio della sua lunga filmografia, dagli indimenticabili duetti con Totò, fino a quelli con Eduardo in capolavori come Non ti pago e Ti conosco mascherina. “Un omaggio bellissimo e molto completo, in più trovo molto giusta l’idea di proiettare i film di mio padre al Filangieri, la sala storica dove i De Filippo hanno cominciato la loro attività teatrale”. A parlare è Luigi De Filippo, figlio di Peppino, attualmente a Roma per preparare la prossima stagione teatrale in cui porterà in scena Non è vero ma ci credo e Non ti pago, una commedia di Peppino ed una di Eduardo. “Negli anni ‘30 il Filangieri si chiamava Kursaal ed era un teatro”, ricorda Luigi De Filippo. Lì è cominciata la carriera della mia famiglia con commedie come Natale in casa Cupiello, Don Raffaele ‘O Trombone, e lì sono sempre tornato con piacere negli anni successivi quando ormai la sala era stata trasformata in cinema”. La rassegna del Napolifilmfestival è soprattutto un omaggio al Peppino attore cinematografico: “E’ stato il cinema – spiega ancora Luigi – che lo ha fatto conoscere al grande pubblico anche se Peppino è stato un grande attore ed autore di teatro. Certo i film di cui è stato interprete hanno segnato un’epoca del cinema italiano. Basta pensare al suo lavoro con Totò: si completavano in maniera splendida. Penso a Totò, Peppino e la Malafemmina, a La banda degli Onesti. Ma quando penso a Peppino al cinema mi viene in mente anche Luci del Varietà, il film di Fellini sui guitti, sull’avanspettacolo che Peppino amò molto fare ed io amo sempre rivedere”.
È però Il Cappello a tre punte il film di Peppino a cui Luigi è più legato: “Ricordo, sempre con nostalgia le riprese di quel film: ero piccolissimo ma papà mi portò sul set, si girava a Tirrenia. E’ uno dei ricordi più vecchi della mia infanzia”.

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