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15 giugno 2005

Kill Bill – Vol.1

Titolo originale: Kill Bill – Vol.1
Nazione: Usa
Anno: 2003
Genere: Azione/Commedia/Thriller
Durata: 110′
Regia: Quentin Ta
Titolo originale: Kill Bill – Vol.1
Nazione: Usa
Anno: 2003
Genere: Azione/Commedia/Thriller
Durata: 110′
Regia: Quentin Tarantino

Sito ufficiale: www.kill-bill.com

Sito italiano: www.buenavista.it/killbill

Cast: Uma Thurman, David Carradine, Daryl Hannah, Michael Madsen,
Vivica A. Fox, Lucy Liu, Samuel L. Jackson.

Produzione: Lawrence Bender, Quentin Tarantino

Distribuzione: Buena Vista

Data di uscita: 24 Ottobre 2003

Quando uscì nelle sale “Arancia meccanica” di Stanley Kubrick si parlò di inno alla violenza, di film da censurare perché troppo anti-educativo. Cosa si dovrebbe dire, allora, di “Kill Bill-Vol.1” di Quentin Tarantino? La violenza di Kubrick era più che altro simbolica, non palesemente visibile sullo schermo. Ciò e molto altro rendono “Arancia meccanica” un capolavoro. La violenza di Tarantino è, invece, sotto gli occhi di tutti, nelle scene. Ce la mostra, il regista, in tutta la sua crudezza, con la capacità (virtù di pochi) di saperla inserire in un contesto serio e non marginale: le scene violente sono funzionali alla trama.
Nasce così “Kill Bill-Vol.1”, primo episodio di una storia di vendetta, la vendetta contro Bill e la sua vecchia banda. La vendetta di chi si è vista cancellare quel poco che aveva in una massacro, in una chiesa, sull’altare delle sue nozze, vestita da sposa; la vendetta di chi si è vista strappare il bene più grande che aveva, la bimba che portava in grembo, per non aver rispettato chi l’aveva fatta crescere, fatta diventare donna: Bill. La missione della protagonista Beatrix Kiddo (Uma Thurman, chiamata “Black Mamba”, per motivi che si conosceranno nel Vol.2) è semplicemente uccidere tutti i 5 membri della banda oramai divisa e, con loro, chiunque si frapponga fra lei e questo obiettivo. Il finale ci lascia, sinceramente, con l’amaro in bocca, dato che si chiude a meno di metà dell’opera, dopo il sanguinoso (termine finanche generoso) scontro con Lucy Liu e i suoi: un’infinità di arti che volano, mozzati con una naturalezza impressionante, in scene crude e crudeli.
È questo, in fin dei conti, Quentin Tarantino. Propone l’atrocità dell’ordinaria America moderna sullo stesso scenario dei valori e del senso dell’onore orientale, inserisce particolari che strappano il sorriso in scene tragiche, cura tutto nei minimi dettagli. La scena iniziale, in bianco e nero, in cui Bill e gli altri killer compiono il massacro che quattro anni dopo avrebbe scatenato l’ira della protagonista, è epica. Quella del bianco e nero, peraltro è una caratteristica che ritroveremo più d’una volta nel prosieguo. Ed è un colpo da maestro, capace di rendere questo film un’opera di assoluto valore, simbolo della tarantiniana indole. Come pure quello di mostrare di Bill solo le mani. Il cast, poi, è d’eccezione: da Daryl Hannah a Michael Madsen, fino alla splendida Lucy Liu di cui già si è detto. Infine la colonna sonora, divenuta oramai un classico. Volendoci dilungare su tutti i contenuti ed i temi degni d’analisi che Tarantino ci propone, potremmo scrivere una enciclopedia. Limitiamoci a dire: è un film da vedere e rivedere fino alla noia.

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