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4 giugno 2005

L’11 settembre di Hitler

«Ci illustrava il crollo di New York in una tempesta di fiamme. Ci descriveva come i grattacieli si sarebbero trasformati in immense torce ardenti, co«Ci illustrava il crollo di New York in una tempesta di fiamme. Ci descriveva come i grattacieli si sarebbero trasformati in immense torce ardenti, come sarebbero crollati l’uno sull’altro, come l’immagine della città in fiamme si sarebbe riflessa nella notte…». A parlare non è Ayman al-Zawahiri, il secondo di Osama Bin Laden, ma Albert Speer, architetto nazista, che ci cita Adolf Hitler sul progetto “Amerikabomber”. Cinquantasette anni prima di Bin Laden, Hitler aveva progettato il suo “11 settembre”. Un gigantesco quadrimotore doveva trasportare piccoli aerei imbottiti di esplosivo, pilotati da piloti che avrebbero dovuto farli schiantare sui grattacieli più alti di New York. Il piano doveva essere attuato nel 1944, quando i bombardamenti Alleati divenivano sempre più intensi e umilianti per il Terzo Reich. Lo stesso capo delle SS, Himmler, aveva già progettato attacchi suicidi a navi nemiche, ma Hitler aveva rigettato il piano. Ora, però, gli sembrava attuabile: il sacrificio di un pugno di uomini per infliggere un colpo atroce alla potenza che li stava mettendo in ginocchio. Ulrich Albrecht, docente alla “Freie Universität” di Berlino, è lo storico che ha scoperto i piani originali, i disegni originali e le foto aeree della città-obbiettivo. In modo spontaneo, ora nasce una domanda: è possibile che Bin Laden sia venuto a conoscenza dei piani nazisti? La somiglianza è impressionante, e le stesse conclusioni dell’evento progettato sono praticamente identiche. Il progetto hitleriano era una costruzione bizzarra: un gigantesco quadrimotore che trasportava nel suo ventre sei piccoli jet. Ai piccoli jet mancava il carrello di atterraggio. Che non dovevano decollare era chiaro; sarebbero stati caricati nell’aereo madre. E l’atterraggio? L’atterraggio sarebbe dovuto avvenire sui grattacieli di Manhattan, e quindi un carrello era decisamente inutile. Da notare che il piano prevedeva che i piloti si sarebbero dovuti lanciare dall’abitacolo, ma la loro sorte era ormai segnata. I piccoli jet si sarebbero dovuti schiantare sui grattacieli con le loro 3 tonnellate di esplosivo contenuto nel loro muso. A differenza di Bin Laden che ha usato aerei di linea per il suo piano di attacco. Di certo Hitler aveva ben intuito quale devastante effetto avrebbe potuto avere un attacco sui grattacieli di Manhattan. A confermalo, 57 anni dopo, ha provveduto Osama Bin Laden… Sarà possibile che Bin Laden abbia letto le memorie di Speer?

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