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22 giugno 2005

L’Avellino conquista la “B”

L’Avellino batte 2-1 il Napoli e conquista la “B”. Dopo aver guadagnato i favori del pronostico con un quanto mai prezioso pareggio nella gara di andaL’Avellino batte 2-1 il Napoli e conquista la “B”. Dopo aver guadagnato i favori del pronostico con un quanto mai prezioso pareggio nella gara di andata, al San Paolo, i lupi nel return match hanno fatto valere la loro maggiore organizzazione tattica, nonché le ben note doti di cattiveria calcistica, che hanno portato l’Avellino nel corso del campionato ad essere l’unica antagonista del Rimini. La gara in uno Stadio già gremito alcune ore prima dell’inizio della partita, con nessun tagliando rimasto invenduto e una folta rappresentanza di tifosi partenopei. Ore 16.00 il signor Marelli di Como, il Collina della C, dà il via alle ostilità. Pronti, via ed è subito Napoli: Mora, lasciato libero sull’out destro, fa partire un tiro-cross che trova, però, l’ex Capparella addormentato nell’ area. E’ il Napoli a fare la partita, d’altronde lo impone il risultato dell’andata; l’Avellino, guardingo, fa del contropiede la sua arma migliore. Ed è da un’azione di rimessa che nasce il corner che porta gli irpini avanti di un gol: Millesi dalla bandierina fa partire un cross basso, Biancolino approfitta della dormita generale della retroguardia azzurra e gonfia la rete. Il ”pitone”, bestia nera dei partenopei, stranamente non esulta, è il Partenio ad esplodere in un boato che fa tremare le colline montuose che circondano l’impianto di Via Zoccolari. Il Napoli non demorde e subito riparte all’arrembaggio. E’ ancora Capparella, forse tradito dall’emozione ,a sbagliare la più facile delle occasioni: trovatosi a tu per tu con Cecere, dopo un clamoroso liscio di Ametrano, il fantasista spedisce alto sulla traversa. Si va negli spogliatoi con l’Avellino in vantaggio. All’inizio della ripresa l’Avellino mette il turbo e dopo soli trenta secondi, su un lancio lungo, Biancolino innesca di testa Ronaldo Vanin, il brasiliano brucia sullo scatto Bonomi, entra in area e viene atterato dallo stesso Bonomi, con un placcaggio stile-rugby. Rigore e cartellino rosso. Moretti, il terzino goleador (10 gol per lui quest’anno), si prende la bella responsabilità di trasformare il penalty, con portiere da una parte e palla dall’ altra. E’ l’apoteosi, lo stadio è un’autentica bolgia, ammutoliti i fans napoletani. Oddo osa inserisce un’altra punta, il giovane di belle promesse Evacuo, che prende il posto di Ronaldo Vanin, autore di una prova molto dispendiosa. Reja tenta il tutto per tutto, inserisce Corrent per Montesanto e poco più tardi una punta, Abate, per un difensore, Grava. Il Napoli, saltati gli schemi, si affida al cuore e alla grinta dei suoi uomini. Sosa, con un colpo di nuca sottomisura, trova il gol che riapre la gara, siamo al minuto 70. A questo punto il tecnico azzurro prova la mossa della disperazione: dentro Calaiò, fuori un evanescente Capparella. Il Napoli si spinge in avanti, offrendo così il fianco ai rapidi contropiede biancoverdi. Gli azzurri ci mettono anche l’anima ma trovano sulla loro strada un Cecere in versione Superman, che nega il gol del pareggio al solito Sosa. Cuore e grinta non bastano al Napoli per raggiungere il gol che avrebbe significato supplementari, dopo 6’ di recupero, il signor Marelli decreta la fine della gara e l’inizio della festa dei supporters biancoverdi, che invadono il campo per portare in trionfo i propri beniamini. L’Avellino è in Serie B, premio meritato per la stagione, comunque esaltante, della compagine guidata da Cuccureddu prima e da Oddo nella parte finale; squadra, quella irpina, sempre ai vertici della classifica, protagonista di un’avvincente testa a testa con il Rimini. Per il Napoli si prospetta un’estate alquanto calda, nella trepida attesa di un ripescaggio nella serie cadetta . . . In bocca al lupo!!!
Antonello Plati

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