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28 luglio 2005

A “La Sapienza” nuove regole contro mobbing, discriminazione e molestie sessuali

Il Senato Accademico de “La Sapienza” ha approvato, nella seduta del 26 luglio, il Regolamento per l’istituzione e il funzionamento del Comitato

Il Senato Accademico de “La Sapienza” ha approvato, nella seduta del 26 luglio, il Regolamento per l’istituzione e il funzionamento del Comitato paritetico sul fenomeno del mobbing, il Regolamento per l’istituzione e il funzionamento del Comitato pari opportunità e il Codice di condotta nella lotta contro le molestie sessuali.
L’adozione di questi regolamenti sottolinea l’attenzione dell’Ateneo nei confronti di alcune problematiche come quelle riguardanti le disparità di fatto delle donne nella formazione professionale e nella via lavorativa, il fenomeno del mobbing, le molestie sessuali perpetuate a danno di studentesse e studenti, lavoratrici e lavoratori dell’Università.

– Mobbing: per monitorare eventuali episodi di mobbing, il Regolamento adottato dal Senato Accademico prevede la costituzione di un apposito Comitato paritetico, il funzionamento di sportelli di ascolto, l’istituzione di un Consigliere di fiducia, nonché la definizione di codici di condotta specifici sul fenomeno.

– Pari opportunità: attraverso l’istituzione del Comitato pari opportunità “La Sapienza” intende promuovere con giornate di studio, corsi di formazione “di genere” all’interno della comunità universitaria, la cultura delle pari opportunità tra i sessi. Garante dei diritti di studentesse e di lavoratrici sarà una Consigliere di fiducia scelto dal Comitato tra il personale in servizio dell’Ateneo di sesso femminile.

– Molestie sessuali: il Codice di condotta contro le molestie sessuali prevede l’istituzione della figura di un Consigliere di fiducia che interverrà quando la persona oggetto di molestie lo ritenga opportuno, per far cessare il comportamento scorretto e ripristinare un sereno ambiente di studio o di lavoro. In alternativa sarà sempre possibile sporgere denuncia all’Amministrazione che potrà avviare procedimenti disciplinari, fermo restando l’obbligo di trasmettere gli atti all’Autorità giudiziaria.

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