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18 luglio 2005

Quando sei nato non puoi più nasconderti

Con La meglio Gioventù aveva ripercorso mezzo secolo di storia italiana creando un grande affresco della nostra epoca. Dopo circa due anni, Marco TullCon La meglio Gioventù aveva ripercorso mezzo secolo di storia italiana creando un grande affresco della nostra epoca. Dopo circa due anni, Marco Tullio Giordana mette sotto gli occhi del pubblico cinematografico un altro pezzo di storia d’Italia, molto più recente e ugualmente carico di emozioni. Presentato quest’anno nella selezione ufficiale in concorso a Cannes e riproposto ora nella prima serata del Festival cinematografico di Giffoni, Quando sei nato non puoi più nasconderti è forse uno dei pochi film coraggiosi degli ultimi anni realizzato in Italia insieme a Buongiorno notte di Bellocchio e I cento passi (sempre di Giordana). Non è facile infatti affrontare un tema di scottante attualità e proporlo al pubblico sul grande schermo, quando gli spettatori stessi sono così abituati a sentirne parlare al telegiornale. La cruda realtà dei viaggi della disperazione, la figura spietata dei mercanti di uomini, negrieri del nuovo secolo, l’immigrazione clandestina, i centri di accoglienza e il sommerso mondo multietnico metropolitano, il tutto visto dagli occhi di un bambino. È infatti Sandro il protagonista di questa pellicola, un tredicenne della provincia di Brescia. Una famiglia alle spalle (il padre interpretato da Alessio Boni è proprietario di una fabbrica) che gli permette di vivere in maniera molto agiata, completamente all’oscuro di cosa voglia dire essere disperato e non aver nulla, il bambino durante una gita in barca cade in mare di notte e viene salvato da Radu, un ragazzo rumeno che viaggia su uno degli innumerevoli barconi cascanti che attraversano le acque dell’adriatico provenienti dall’est Europa. L’odissea fino alle coste italiane è presentata da Giordana senza moralismi né tentando di sollevare una facile compassione nei confronti dei clandestini. I cattivi sono sì gli scafisti italiani che hanno organizzato il viaggio, ma la differenza è sottile tra loro ed i “passeggeri” che non esitano a spogliare dei suoi pochi averi uno dei disperati morto durante il viaggio e in seguito a gettarlo in mare. Sandro osserva, spaventato ma ancora pieno della fiducia nel prossimo tipica dei ragazzi. Una volta a casa, chiarita la sua provenienza, decide di aiutare Radu e sua sorella Alina portandoli a casa sua. Spesso però quando è in pericolo, l’uomo si ricorda di essere ancora un animale ed agisce solo per sopravvivere, e purtroppo la fiducia non viene ripagata dai due ragazzi rumeni.
Questa storia narrata sapientemente da Giordana non è certamente una favola, anzi purtroppo è più che reale e spesso la realtà non ammette il lieto fine.
Gaetano Maiorino

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