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5 luglio 2005

Una voce stonata nel coro dei no alla Centrale Termoelettrica.

Ufficio Stampa del Comune di Salerno
Il dibattito (anzi, il monologo) che si sta sviluppando in Città e in Provincia sul problema della cost
Ufficio Stampa del Comune di Salerno
Il dibattito (anzi, il monologo) che si sta sviluppando in Città e in Provincia sul problema della costruzione della Centrale Termoelettrica mi lascia sconcertato e mi induce a prendere pubblicamente posizione in coerenza con quanto da me affermato in Consiglio Comunale.

Innanzitutto, trovo paradossale che su un problema così serio si sia raggiunta l’unanimità in Consiglio Provinciale sulla mozione di rifiuto alla costruzione, con il contributo o l’assenza anche di quanti fino a qualche giorno prima si erano invece dichiarati favorevoli.

Ciò, a mio avviso, è la conseguenza dell’impressionante tam-tam che in modo ossessivo i vari movimenti stanno esercitando soprattutto con previsioni apocalittiche dei danni che la Centrale produrrebbe, in aperto contrasto con i risultati a cui è pervenuta la Commissione Speciale dell’Università di Salerno, all’uopo nominata dalla Provincia; questa situazione scoraggia dall’intervenire nel merito quanti non sono d’accordo, forse per evitare di essere immediatamente esposti al pubblico ludibrio.

Il problema è appunto questo: sui temi ambientali i Verdi e Rifondazione Comunista hanno lo stesso atteggiamento integralista che, giustamente, essi hanno rinfacciato a quanti si sono schierati per l’astensionismo al recente referendum o a quanti si oppongono al riconoscimento delle coppie di fatto.

Infatti, chiunque si trovi ad esprimere opinioni diverse dalle loro, ha solo due possibilità: o essere tacciato di incompetenza o essere bollato come venduto agli speculatori.

E’ quanto successo, appunto, nel caso della relazione tecnica consegnata dalla Commissione Universitaria: in pieno Consiglio Provinciale il neo-consigliere Cardalesi ha addirittura affermato che il Prof. Donsì si era venduto per dei corsi di aggiornamento che l’Ansaldo avrebbe garantito all’Università.

Buon per lui che il Prof. Donsì è persona talmente intelligente da mantenersi al di sopra di tali meschinità e, quindi, probabilmente gli risparmierà una querela per diffamazione; l’enormità e l’assurdità di quelle affermazioni ricadono, comunque, su chi le ha fatte.

Non dimentichiamo che la demagogia ed il catastrofismo dei “cosiddetti” ambientalisti hanno prodotto, nel tempo, danni enormi alla collettività; la rinunzia al nucleare da loro fortemente voluta ha generato una situazione che è sotto gli occhi di tutti: i rischi del nucleare li subiamo per intero, circondati come siamo dalle centrali dei paesi limitrofi, ma paghiamo l’energia un 20% in più che altrove e, inoltre, basta la caduta di qualche albero in Svizzera per far piombare l’intera Penisola in un black-out di quasi due giorni!
Ma c’è di più: molto spesso le loro posizioni appaiono a dir poco incoerenti; due esempi sono emblematici:
1) a Vigliena, nel pieno dell’hinterland napoletano, una vecchia centrale a carbone è stata riconvertita in termoelettrica ed i Verdi hanno con enfasi festeggiato il fatto come una grande vittoria ambientalista; ma allora, quel tipo di centrale a Napoli va bene e a Salerno è nociva?
2) A Sapri gli ambientalisti sono contrari al costruendo campo eolico giudicandolo negativamente sul piano dell’impatto ambientale, dimenticando che l’energia eolica è una delle pochissime forme energetiche da loro stessi auspicate.

Un’ultima chicca per chiudere:qualche giorno fa è partito il progetto che vede U.E., Stati Uniti, Giappone ed altre nazioni impegnati per la realizzazione di centrali nucleari a fusione, quelle che produrranno nell’arco di qualche decennio energia senza scorie radioattive e con una fonte di approvvigionamento (l’acqua) praticamente inesauribile; ebbene, i gruppi ambientalisti europei si sono subito dichiarati contrari, affermando che i costi sono troppo elevati.

Visto che la fusione nucleare è il processo che avviene nel sole e nelle stelle, suggerisco agli ambientalisti di ingaggiare una battaglia per il loro spegnimento, in modo che si sappia che nulla può avvenire nell’Universo senza il parere favorevole di chi è titolare unico della salvaguardia dell’ambiente.

Prof. Giannicola Bonadies

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