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22 luglio 2005

Università di Trento. Aperte le iscrizioni al corso “Donne, politica, istituzioni”

Fornire alle donne le conoscenze giuridiche e politiche necessarie per una partecipazione attiva alla vita politica. È questo l’obiettivo principale dFornire alle donne le conoscenze giuridiche e politiche necessarie per una partecipazione attiva alla vita politica. È questo l’obiettivo principale del corso “Donne, politica e istituzioni. Percorsi formativi per la promozione delle pari opportunità nei centri decisionali della politica”, organizzato dalla Facoltà di Giurisprudenza, su iniziativa del Ministero per le Pari Opportunità e in collaborazione con la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione. Il corso, rivolto a tutte le donne con diploma di scuola media superiore, inizierà nel mese di settembre 2005 e le domande di ammissione possono essere presentate da lunedì 20 giugno a venerdì 29 luglio.
L’iniziativa formativa, frutto di una convenzione fra il Ministero per le Pari Opportunità e l’Università di Trento, nasce dalla precisa esigenza di favorire un riequilibrio nell’accesso di donne e uomini ai luoghi della decisione politica e alle cariche elettive. Gli studi condotti anche negli ultimi anni a livello nazionale, europeo e mondiale sulla situazione della partecipazione femminile ai processi decisionali politici mostrano infatti le persistenti difficoltà per le donne di accedere alla vita politica e la conseguente necessità di intraprendere azioni positive per il loro superamento.
A livello nazionale, un primo dato di ordine generale mostra che la presenza delle donne negli organi dei partiti non supera in media il 15%, e si pone quindi ben al di sotto del 35% indicato come soglia minima di un corretto equilibrio tra i due sessi. La situazione si riflette sulla composizione dei due rami del Parlamento dove le donne conquistano solo l’11% dei seggi alla Camera dei deputati e l’ 8,1% al Senato. Un raffronto su scala internazionale colloca l’Italia al penultimo posto in classifica tra i paesi europei per quanto riguarda il numero dei parlamentari donna. Ancora peggiore è la situazione nel Parlamento europeo dove l’Italia, con il suo 11,5% di seggi femminili, si trova all’ultimo posto della graduatoria.
L’obiettivo del corso è dunque quello di contribuire a ridurre il deficit di presenza femminile nei luoghi della decisione politica, agendo sul piano culturale e formativo. Il programma didattico del corso, elaborato dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, prevede sei grandi aree tematiche che vanno dalla prospettiva storico-sociale della presenza delle donne nei processi decisionali politici alle istituzioni politiche dell’Unione Europea, dall’organizzazione e funzionamento delle istituzioni dello Stato alle autonomie degli enti territoriali, dal sistema dei partiti in un’analisi comparata alle dinamiche e tecniche della comunicazione in pubblico.
Il corso, gratuito e della durata di 60 ore, prevede un numero massimo di 100 iscritte; il 35% dei posti sarà riservato a studentesse universitarie. Sono previste valutazioni in itinere e una verifica finale delle conoscenze acquisite; al termine del percorso formativo le partecipanti riceveranno un attestato di frequenza. La migliore tra loro sarà convocata a Roma per una seconda fase, avanzata, del percorso formativo.

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