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13 agosto 2005

Festival di Paestum

Si è aperto domenica 7 agosto il Paestum Festival, kermesse di lirica, danza, musica e teatro. A dare inizio all’ottava edizione di questa manifestaziSi è aperto domenica 7 agosto il Paestum Festival, kermesse di lirica, danza, musica e teatro. A dare inizio all’ottava edizione di questa manifestazione di cultura e spettacolo è stata la Compagnia Teatro Studio con le Orestiadi di Eschilo. L’opera del drammaturgo greco, l’unica trilogia tragica a esserci pervenuta per intero, che mette in scena la maledizione che pesa sulla famiglia degli Atridi, nota nella mitologia greca quale famiglia reale di Micene, è stata riadattata dal regista Pasquale de Cristofaro. Ambientata in un ospedale, luogo di lunga degenza, nonostante sia stata ridotta di dimensioni, non ha perso la sua forza tragica ed ha conservato intatto il suo messaggio originario. Il monito politico che l’autore dell’antica Grecia ha inserito nella sua tragedia è ben rappresentato dalla compagnia di giovani attori impegnata in questa riproposizione forse più alla moda, ma non per questo meno efficace. La scena del processo che si svolge in una moderna aula di tribunale ma con gli Dei accusatori, difensori e giudici rispecchia appieno il senso di questa rilettura.
Il regista De Cristofaro ha giocato sulla commistione di molteplici linguaggi a livello sia visivo che più strettamente linguistico: la scenografia essenziale ha caricato ancora di più i gesti degli attori e l’utilizzo del dialetto nella recitazione ha rafforzati ancor di più la loro espressività. Tutto questo avendo come sfondo la straordinaria atmosfera creata dallo spettacolo naturale dei templi illuminati di sera.
Citandone anche altre riletture (una battuta di Cassandra è tratta dalla riscrittura realizzata dall’autrice C. Wolfe), De Cristofaro ha messo in scena tre delle parti dell’opera di Eschilo inserendo un carattere di fisicità nella recitazione molto accentuato, e crescente man mano che avanzava la narrazione. Nell’Agamenone infatti, gli attori quasi si trascinavano stanchi e lenti sul palcoscenico conferendo un senso di pesantezza e di presagio di morte. Nelle Coefore e nelle Eumenidi invece, la condanna energica da parte del coro nei confronti di Clitennestra e in seguito di Oreste, è resa più feroce dal continuo agitarsi dei corpi delle furie e raggiunge il suo apice quando viene gettato in scena un drappo rosso a rappresentare il sangue di Efigenia assassinata.
Questa rappresentazione di una società malata è molto attuale visti i conflitti culturali presenti nella nostra epoca e le tragedie giornaliere che si consumano davanti ai nostri occhi spesso chiusi. Simbolo di questa apatica indifferenza e colpevole immobilità è stato l’attore Antonello de Rosa, il cui personaggio, costretto per tutta la durata della rappresentazione su di una sedia a rotelle, si rialza sconvolto come reazione al dramma umano a cui assiste.
Ottima accoglienza per questi ragazzi che hanno inaugurato con grande successo il Festival di Paestum, il cui programma è comunque ricco anche di grandi nomi. Si alterneranno sul palcoscenico fino al 20 agosto infatti, artisti del calibro di Vincenzo Salemme, Lando Buzzanca (che sarà il don Giovanni di Moliére) e Massimo Lopez, e volti nuovi dello spettacolo come il comico televisivo Simone Schettino ed il gruppo rock Le Vibrazioni. In tabellone anche spettacoli di musica classica e lirica come il Bolero di Ravel e La Boheme di Puccini.

Gaetano Maiorino

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