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6 agosto 2005

I tesori di sua maestà. La Queen’s Gallery a Londra

Come uno scrigno colmo di tesori, la Queen’s Gallery a Buckingham Palace è una collezione permanente destinata ad ospitare le esposizioni temporanee dCome uno scrigno colmo di tesori, la Queen’s Gallery a Buckingham Palace è una collezione permanente destinata ad ospitare le esposizioni temporanee degli oggetti e delle opere d’arte provenienti dalla Royal Collection, ovvero la collezione privata della famiglia reale britannica. L’edificio, venne costruito quaranta anni fa, nella parte occidentale di Buckingham Palace, sulle rovine della pre-esistente cappella privata danneggiata da un bombardamento durante la seconda guerra mondiale. La Galleria è stata riaperta dalla Regina il 21 maggio 2002 e da
allora alcuni tra i più grandi capolavori della storia dell’arte sono stati visibili al grande pubblico.
L’edificio originale fu progettato da John Nash sulle fattezze di un tempio ionico e completato nel 1831. Nel 1843 la costruzione viene convertita a cappella privata della Regina, ma distrutta da un raid aereo tedesco nel 1940. Nel 1962 l’idea di trasformare l’ala del palazzo in una galleria che
potesse contenere l’immensa collezione d’arte raccolta nel corso degli anni dalla Famiglia Reale.
Il piano iniziale era quello di creare un piccolo spazio espositivo aperto al pubblico, dove l’allestimento di esposizioni temporanee avrebbe potuto mostrare a tutti opere d’arte provenienti da ognuna delle sezioni della Royal Collection. L’apertura ufficiale della galleria risale al 25 Luglio 1962, e nei dieci anni successivi vennero esposte a rotazione, con mostre la cui durata andava dai dodici ai diciotto mesi, opere e oggetti provenienti da tutto il mondo, frutto in parte di acquisti effettuati nel corso dei secoli dalla famiglia reale, e in parte dai doni che i sovrani
britannici hanno ricevuto. Questi oggetti per varietà e pregio costituiscono oggi una delle più imponenti e preziose collezioni private del mondo. La prima mostra, Treasures from the Royal Collection, mostrava una selezione di oggetti preziosi, quali gioielli e oggetti di arredamento. Grande importanza ebbero le esposizioni i cui protagonisti erano i lavori del nostro connazionale Leonardo da Vinci, (1970), Canaletto (1980), Van Dyck e una esposizione della Royal Philatelic Collection. L’ espansione della Queen’s Gallery è uno degli eventi più significativi degli ultimi 150 anni di storia della famiglia reale, il progetto, il cui valore si aggira intorno ai 20 milioni di sterline è stato interamente finanziato dal Royal Collection Trust. Nel 1997 fu indetta una gara d’appalto per un ulteriore ammodernamento della galleria. L’opportunità si presentò grazie alla disponibilità di nuovi locali (le cucine vittoriane) che permettevano un’ulteriore espansione dello spazio espositivo.
Così dopo l’aggiunta delle nuove gallerie e degli spazi annessi, l’architetto John Simpson dovette lavorare su un edificio molto complesso, senza potersi discostare però dall’impronta classica che i precedenti architetti avevano dato, in luce anche della necessità di integrare la struttura con lo stile di tutto il palazzo. La galleria si presenta oggi con un ingresso che ricorda un tempio greco, una hall dalla quale si accede e un area multimediale, e un imponente scalone che porta al piano superiore dove sette gallerie sono utilizzate in diverse combinazioni per esposizioni particolari di pitture, stampe, disegni, acquerelli, oggetti di arredamento, porcellane, miniature e gioielli. Una delle parti più interessanti della collezione è sicuramente quella dedicata alla pittura, significativa è la presenza di autori italiani, che fa per un attimo provare la sensazione di trovarsi in una delle sale degli Uffizi a Firenze e non a Londra. L’occhio spazia dalla precisione delle figure Sacre dipinte dai fratelli Carracci alla maestria e leggerezza delle linee di Leonardo fino alle suggestioni cromatiche dei cieli di Canaletto. Una delle vedute più suggestive è Wiew with ruins del 1740, in primo piano un arco quasi completamente diroccato, che fa da cornice alle rovine di una Chiesa il cui portico ormai è completamente crollato. Sulla destra altri edifici, un tempio, un ponte, tutto malinconicamente avvolto dall’erba che ha preso il posto dei tappeti e degli arazzi. Tra queste strutture, si possono scorgere una serie di figure vicino al fiume, una donna che fa il bucato, due uomini che volgono le spalle allo spettatore e guardano verso il corso d’acqua, quasi che tutti siano li, a cogliere gli ultimi sospiri di vita di quel luogo carico di ricordi e di storia. Canaletto è uno dei più grandi maestri dell’arte italiana ed è possibile ammirare sue opere nei musei di tutto il mondo, ma qui nelle bellissime sale della Queen’s Collection, circondati da pregiati manufatti, consolle interamente realizzate in oro, il fascino che emanano è del tutto particolare, si dimentica la pioggia londinese e si è tutti Re e Regine. Almeno per un’ora.

Samantha Baldini

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