• Google+
  • Commenta
12 agosto 2005

L’europarlamentare Gianni Pittella, incontra gli italiani nel mondo

E’ partito l’8 agosto per un lungo viaggio che lo porterà da San Paolo a Rio a Montevideo, da Rosario a Buenos Aires per concludersi a Santiago. In 20E’ partito l’8 agosto per un lungo viaggio che lo porterà da San Paolo a Rio a Montevideo, da Rosario a Buenos Aires per concludersi a Santiago. In 20 giorni l’onorevole Gianni Pittella, euro parlamentare dallo scorso mandato e responsabile degli italiani nel Mondo per i Democratici di Sinistra, sta incontrndo tutti i connazionali dell’America latina (Brasile, Argentina , Uruguay e Cile) per organizzare il partito in queste nazioni, in vista delle prossime elezioni che prevederanno la partecipazione a voto degli italiani che vivono oltre confine. Al suo fianco anche le massime rappresentanze dei governi.

DOMANDA: Onorevole Pittella come mai sta visitando l’america Latina mentre qui la politica va in vacanza?
RISPOSTA: Sto presentando la coalizione dell’Unione ai nostri connazionali, la candidatura di Romano Prodi, i programmi, i criteri di scelta dei nostri candidati per i 18 seggi al Parlamento Italiano che saranno riservati al collegio estero. Ma sto anche rafforzando il legame tra Italia, Europa ed America Latina, una grande area del mondo verso cui non possiamo mantenere un atteggiamento di colpevole distrazione.
D.: Ma allora e’ certo che si voterà per il collegio estero?
R.: Lo prevede una legge costituzionale ottenuta dopo una lunga battaglia bypartisan. So bene che non mancano tentativi di scippo di un sacrosanto diritto con motivazioni chiaramente strumentali e colpevolmente tardive. Ci si accorge solo ora che ci sono problemi di completezza degli elenchi degli aventi diritto. Ma noi queste cose le abbiamo denunciate da anni. Il Governo ha fatto poco per risolvere questi problemi e ha anzi depotenziato le strutture diplomatiche all’estero, senza aver provveduto ad unificare gli elenchi anagrafici del ministero degli interni con quelli del ministero degli esteri. Abbiamo fatto votare i nostri connazionali per due referendum e per i Comites. Ora qualcuno si alza e dice “abbiamo scherzato: i vostri parlamentari li eleggerete nel 2011”. Se cio’ avvenisse il Parlamento italiano scriverebbe una pagina non degna del suo prestigio e della sua dignita’ e metterebbe una pietra tombale sul voto all’estero.
D.: Quali sono i punti forti del vostro programma ?
R.: Potrei racchiuderli in 5 punti: integrazione, solidarietà, valorizzazione delle eccellenze, partecipazione democratica, informazione lingua e cultura.
Sono 5 caselle che vogliamo riempire con il coinvolgimento pieno della nostra comunità, delle loro rappresentanze politiche e associative. Naturalmente noi abbiamo alle spalle un lungo lavoro già fatto e un’azione concreta realizzata anche durante i governi del centro sinistra. I nostri connazionali ricordano con grande gratitudine l’impegno di Piero Fassino al ministero degli esteri e del commercio estero su questi punti. Tutta l’Unione converge su questa piattaforma.
Integrazione per noi vuol dire pieno godimento dei diritti e rispetto dei doveri da parte dei nostri connazionali nelle realtà ospitanti. Nessuna retorica patriottarda e nessun nostalgismo che ci riconduca in un ghetto.
Eccellenza significa sostenere le tante espressioni migliori della comunità italiana che si sono distinte in tutti i campi e che rappresentano un patrimonio inestimabile da mettere a rete con i talenti e le intelligenze che vivono in Italia.
Solidarietà vuol dire aiuto agli italiani che vivono in condizioni di bisogno. Ce ne sono ancora e non sono pochi. Ma non chiedono elemosine o mance, chiedono provvedimenti legislativi organici per affrontare e risolvere i problemi previdenziali e assistenziali.
D.: Come sceglierete i vostri candidati?
R.: I nostri criteri sono: il pluralismo politico e associativo, il radicamento e l’autorevolezza del candidato, la parità di genere, la rappresentanza equilibrata dei Paesi della circoscrizione.
La piena moralità dei nostri candidati è un prerequisito essenziale.
Ma puntiamo anche a liste che siano espressione delle tante realtà culturali, associative, sindacali, economiche e delle molteplici espressioni regionali presenti, oltre che di uno stretto rapporto con le organizzazioni politiche nazionali con cui i nostri partiti hanno rapporti consolidati.
D.: Lei ha detto che il suo viaggio intende rafforzare i legami tra l’Italia e l’Europa e l’America Latina. Ma pensa davvero che oggi questa sia una priorità nel contesto internazionale?
R.: Il Sud America è finito nell’ultimo periodo, in un cono d’ombra. La lotta al terrorismo internazionale ha monopolizzato gli sforzi e l’attenzione politica e diplomatica dell’Occidente, spostando il baricentro sul Medio Oriente, sul processo di democratizzazione in Afganistan, sulla guerra in Iraq, sulle vicende che toccano Egitto, Siria, Libano, sui pericoli che vengono dalla nuova dirigenza iraniana.
Già prima degli attentati a Londra e a Sharm, inevitabilmente l’asse prioritario di intervento è stato quello imposto dall’emergenza della lotta al fondamentalismo e alla barbarie terroristica.
Certo è stato giusto, necessario.
E questa azione di contrasto al fondamentalismo islamico e alle sue cellule che seminano morte, non deve cessare.
Ma sarebbe miope per l’Italia e per l’Europa trascurare ciò che sta avvenendo in una grande area del mondo, l’America Latina, che rappresenta un’ area geo strategica importante.
In Cile, Brasile, Uruguay ed Argentina si stanno compiendo sforzi difficili ma intelligenti di risanamento strutturale dei conti pubblici e progressive aperture al mercato che, naturalmente incontrano resistenze e difficoltà, ma vanno sostenute ed incoraggiati.
L’Unione europea deve mettere ai primi posti della sua agenda di relazioni esterne, la partnership con l’America Latina, rilanciando i suoi programmi di intervento e incrementandone la dotazione finanziaria.
Sotto la spinta del Parlamento Europeo ed in particolare della delegazione UE-Mercosur presieduta dall’on’ D’Alema, la cooperazione tra Europa e Paesi aderenti al Mercosur ha conosciuto significativi progressi.
Vanno fatti passi in avanti,da entrambe le parti sui capitoli dell’agricoltura e degli scambi commerciali.
E l’Italia,che ha in queste Nazioni centinaia di migliaia di propri cittadini, molti dei quali fortemente integrati in campo economico, culturale e sociale, non può continuare a sciupare la straordinaria opportunità di diventare il principale partner europeo con i Paesi Latino Americani.

Google+
© Riproduzione Riservata

Copyright © 2004-2015 - Reg.Trib. Salerno n°1115 dal 23/09/2004 | CF: 95084570654 - P.IVA 01271180778

Magazine di informazione su Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro
Attualità, Tendenza, Arts and Entertainment, Appunti, Web TV e Web Radio con foto, immagini e video.
Tutto quello che cercavi e devi sapere sui giovani e sulla loro vita.

Redazioni | Scrivi al direttore | Contatti | Collabora | Vuoi fare pubblicità? | Normativa interna | Norme legali e privacy | Foto | Area riservata |

Per offrirti la migliore esperienza possible questo sito utilizza cookies.
Continuando la navigazione sul sito acconsenti al loro impiego in conformità della nostra Cookie Policy