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25 agosto 2005

Supercoppa di Spagna al Barcellona

Quando Collina lo scorso Febbraio convalidò a Ricardo Carvalho un gol irregolare che valse al Chelsea il passaggio ai Quarti di finale di Champions LeQuando Collina lo scorso Febbraio convalidò a Ricardo Carvalho un gol irregolare che valse al Chelsea il passaggio ai Quarti di finale di Champions League, la sensazione fu che l’Europa avrebbe ancora sentito parlare del Barça di Frankie Rijkard. Un team che fa del football allegria, sempre alla ricerca del gol, quasi sempre almeno uno in più dell’avversario di turno. Quella squadra in primavera vinse la Liga spagnola, dopo aver sofferto il ritorno del Real Madrid, e ora ha passeggiato sul Real Betis Belompié di Siviglia, detentore della Copa del Rey.
I biancoverdi andalusi non si sono potuti opporre allo strapotere blaugrana, a palleggiatori che giocano secondo la teoria “se il pallone l’abbiamo noi non ce l’hanno loro”, semplice e scontata, eppure così efficace e vincente. Soprattutto se in squadra ci sono i señores Deco, Giuly, Xavi, Eto’o e Ronaldo de Assis Moreira “Gaucho”. Ronaldinho, il marziano-brasiliano, ha illuminato le due serate che hanno scandito la prima festa stagionale dei tifosi catalani, con colpi di genio di ogni tipo, una rete su calcio di punizione all’andata di quelle che “tolgono le ragnatele dall’incrocio”, un’allegria che lo fa amare anche ai poveracci che lo devono marcare, spesso fermi ad ammirarlo in tutta la sua superiorità. Il 3-0 rifilato al Betis a Siviglia è stato diretto da lui, partecipe anche delle altre due reti, segnate da Giuly ed Eto’o. È stata quella anche la serata dell’esordio di Mark Van Bommel, appena soffiato al PSV Eindhoven, mentre si sono rivisti ad ottimi livelli Edmilson, Silvinho e Larsson, tutti reduci da gravi infortuni. La gara del Nou Camp è stata ordinaria amministrazione per Puyol e soci. Le emozioni sono arrivate solo a metà primo tempo, quando Eto’o ha segnato l’1-0 e Dani ha capovolto il risultato per il 2-1 finale in favore dei sivigliani. Il 4-2 totale rispecchia le differenze tra le due squadre: il Betis, quarto nell’ultima Liga, è un’ottima squadra; il Barcelona è di un altro pianeta. I (pochi) acquisti estivi hanno solo rimpolpato una rosa che sarà capace di competere su tutti i fronti, guardando chiunque dall’alto verso il basso. Se il Chelsea passò solo per la generosità di Collina ed il Milan venne umiliato sul piano del gioco al Nou Camp, è perché Rijkard ha costruito un mix micidiale di fantasia e spirito di sacrificio, entusiasmo ed esperienza, tattica e libertà d’espressione dei singoli. Il nuovo Real Madrid (così come le altre pretendenti al trono di Spagna), per quanto si sia rinforzato, non è ancora all’altezza di Ronaldinho, simbolo del nuovo corso presieduto da Joan Laporta. Ed anche in Europa, chiunque voglia aspirare al titolo dovrà passare prima attraverso le Ramblas.

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