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5 agosto 2005

Vivere l’ateneo, una difficoltà

Negli ultimi cinquanta anni, alcune agenzie di socializzazione tra cui la famiglia, le istituzioni religiose, i partiti politici che avevano avuto un Negli ultimi cinquanta anni, alcune agenzie di socializzazione tra cui la famiglia, le istituzioni religiose, i partiti politici che avevano avuto un ruolo fondamentale nell’accompagnare i giovani alla vita adulta nella prima metà del secolo appena trascorso, hanno perso una parte del loro potere di socializzazione, mentre altre agenzie quali quelle scolastiche, hanno acquisito un ruolo più cruciale nei processi di formazione e di integrazione. Tali mutamenti non sono sufficienti: la situazione attuale vede lo studente certamente poco conosciuto in tutte le sue peculiarità. Questi, infatti, nella maggior parte dei casi, si muove con difficoltà nell’ambito di un rapporto caratterizzato da un puro e semplice prolungamento delle abitudini di studio seguite nella scuola superiore di provenienza, al di fuori, così, da ogni partecipazione attiva e critica a tutto ciò che avrebbe potuto orientarlo meglio nelle scelte programmatiche di studio e, come meta finale, di vita. Non è che non ci siano eccezioni, ma una considerevole parte degli studenti universitari si muove con un appesantimento formativo che – quando non dà luogo al così detto fenomeno dell’abbandono – può condurre anche al conseguimento della laurea, ma con notevole ritardo sulla durata legale degli studi ed in certi casi persino con insoddisfazione finale poiché, già in prossimità della meta, lo studente stesso finisce con lo scoprire nel suo intimo il rimpianto di non avere seguito un diverso percorso formativo, più rispondente alle proprie potenzialità ed alle sue specifiche aspirazioni professionali. Una tale circostanza non dipende certamente dallo studente, ma è diretta conseguenza di un troppo lento adeguamento dell’Università alle problematiche degli studenti ed all’altrettanto lento processo di modernizzazione degli studi, per renderli più in linea con le nuove esigenze delle professioni e più in generale del mercato del lavoro, sempre più caratterizzato da una massiccia costante: la concorrenza.

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