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1 settembre 2005

Il 3 settembre termina la rassegna sull’espressione tragica e comica del teatro antico

chiude con un bilancio più che positivo Velia Teatro, la rassegna sull’espressione tragica e comica del teatro antico che, il prossimo 3 settembre, ilchiude con un bilancio più che positivo Velia Teatro, la rassegna sull’espressione tragica e comica del teatro antico che, il prossimo 3 settembre, il suo ultimo spettacolo, lo affiderà alla figura di Cassandra e ad una ‘’rapsodia’’ di brani in prosa, narrazione, poesia che chiameranno in causa Seneca, Wolf e Licòfrone e che saranno recitati in italiano, in greco e, perfino, in dialetto cilentano. A partire dall’8 agosto scorso, sei spettacoli hanno portato, nel cuore dell’area archeologica di Elea – Velia, testi come Eunuco di Terenzio, Casina di Plauto, Edipo re di Sofocle, hanno raccontato la figura di Caligola, hanno fatto sorridere con la commedia dell’arte: hanno, soprattutto, registrato sempre il tutto esaurito. ‘’La soddisfazione più grande è che agli spettacoli di Velia Teatro ha preso parte un pubblico motivato, voglioso di cultura – ha dichiarato il curatore della rassegna, Michele Murino – un pubblico che ci ha raggiunto da ogni angolo della Campania, nonostante Velia non sia una area facilmente raggiungibile, per calarsi a fondo nella cultura classica. Gli artisti si sono confrontati con una platea composta da molti adulti ma anche da tantissimi giovani, una platea che ha applaudito e che ci ha perfino chiesto di riportare a Velia testi di Platone’’. ‘’La gente ha voglia di cultura classica – ha sottolineato Murino – ce lo ha detto a chiare lettere. Io ringrazio, davvero di cuore, il pubblico che ci ha sostenuto e le istituzioni: è grazie al loro convinto appoggio che Velia Teatro può crescere, ogni anno di più’’. Una crescita, quella di Velia teatro che potrebbe essere affidata anche all’arte fotografica. ‘’E’ un progetto a cui stiamo lavorando – anticipa Michele Murino – Stiamo pensando di raccontare la storia della nostra rassegna attraverso le bellissime foto di scena scattate da Michele Calocero, foto che fermano il tempo, le espressioni degli attori, che rendono a pieno l’anima del nostro lavoro’’.
In questa ottava edizione di Velia Teatro, che ha preso il via lo scorso 8 agosto, la tragedia si è alternata alla commedia, allestimenti in maschera hanno ceduto il passo a interpretazioni sperimentali, testi classici hanno dato spazio a cammini di ricerca teatrale. Come quello che andrà in scena domani sera ‘…Єύάυ , Єύοì…’ Visita a Cassandra…echi e danze di guerra’’, di e con Paola Tortora. Vale a dire un primo ‘’movimento-onirico’’ per corpo e voce, un cammino nato nel 2001 intorno al mito di Cassandra, svoltosi anche attraverso viaggi, incontri, letture. Chiaro l’intento del progetto: raccogliere in sé studi sul testo, sul linguaggio, sul corpo, sulla voce, sull’azione scenica. Il testo è, per l’appunto, una ‘rapsodia’ di brani in prosa, narrazione, poesia, scelti da più autori. Tre le fasi del tempo all’interno delle quali ‘Cassandra’ sviluppera’ il suo racconto:
(Seneca): il Passato rappresentato dalla prima parte dello spettacolo, quasi un prologo, relativa al racconto della tempesta che sorprende le navi greche di ritorno in patria dopo la vittoria definitiva su Troia. Momento grazie al quale ‘Cassandra’ ritrova la memoria.
(Christa Wolf): il Presente, rappresentato dal “qui ed ora” dell’azione scenica in cui ‘Cassandra’, negli ultimi istanti prima della sua morte, scampata alla tempesta e giunta prigioniera in terra nemica, racconta la sua storia al popolo di Micene, ripercorrendo confusamente i momenti più importanti della sua esistenza.
(Licòfrone): il Futuro, rappresentato dai vaticini di ‘Cassandra’ che durante il suo racconto tornano ad impossessarsi di lei come per la prima volta, in modo improvviso e contorto.
Ma in realtà ‘Cassandra’ oltrepassa i limiti del tempo per portare l’ascoltatore a risvegliarsi solo al presente, entrando in un delirio complesso e convulso attraverso una ‘danza’ di memorie e vaticini, con fervore e passione ma anche con fredda e lucida presenza. Gli spettatori che giungeranno a ‘farle visita’ si troveranno coinvolti nel racconto di una figura terrena e divina, donna e sacerdotessa, ricco di suggestioni e riflessioni sul comportamento umano, sorprendentemente attuali.
La ricerca sulla musicalità del linguaggio ha portato il testo ad esprimersi in più forme, il greco, il dialetto cilentano, l’italiano: anche in questo modo ‘Cassandra’ espande il tempo viaggiando repentinamente attraverso l’evoluzione della parola.
‘’Lo spazio, come il tempo, nell’azione scenica, si dilata all’infinito fino a non essere più riconoscibile – racconta Paola Tortora – L’azione, quindi, si svolge in una sorta di ‘non luogo’ quello dei sogni appunto, attraverso i quali il personaggio svela la realtà, anticipandone gli eventi. In quel vuoto Cassandra parla con le ombre del suo passato, con gli eroi combattenti, con la sua terra, in quel vuoto ritrova i suoi affetti, il suo vissuto, ancora una volta i sogni le danno la possibilità di riconoscere se stessa’.
Organizzato dalla Compagnia Michele Murino, Velia Teatro ha visto il ruolo di primo piano di non poche istituzioni come l’Assessorato al Turismo e spettacolo della Regione Campania, la Provincia di Salerno, la Soprintendenza Archeologica delle province di Salerno e Avellino, il Comune di Ascea, il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, l’Ente Provinciale per il Turismo, la Pro Loco di Ascea e la Confcommercio della provincia di Salerno.

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