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26 settembre 2005

Il grido del Ruanda

Ruanda contro Burundi, tutsi contro hutu, contadini contro dirigenti, milizie governative contro ribelli…la storia è sempre la stessa e si ripete in
Ruanda contro Burundi, tutsi contro hutu, contadini contro dirigenti, milizie governative contro ribelli…la storia è sempre la stessa e si ripete incessantemente. E’ un triste dejavu: nel 1250 a.c. fu a causa di Elena così come nel 1915 fu a causa della morte dell’arciduca Francesco Ferdinando, è perché si è ebrei per i nazisti, perché si è musulmani per i serbi, per il colore della pelle, per la razza, per l’età…non ha importanza, la guerra è un ombra nascosta ovunque ed è avida di pretesti per divenire reale. Quel pretesto fu trovato ancora una volta il 6 Aprile del 1994 nell’attentato aereo nel quale persero la vita il presidente ruandese Juvenal Habyarimana e quello del Burundi Cyprien Ntaryamira. Scoppiò una violenta guerra civile. Anni di fame, povertà, odio etnico, disuguaglianze sociali diedero i propri frutti in una terra arida dell’Africa nera e fu un massacro.
Nel corso dei primi mesi di guerra civile furono uccise 200 mila persone mentre 2 milioni si rifugiarono nei campi profughi dei paesi confinanti per morire successivamente di stenti e malattie.
L’ONU rimase inerte e le popolazioni furono abbandonate al loro funesto destino anche dai governi dei paesi che da sempre li avevano colonizzati e sfruttati quali Francia, Olanda, Belgio.
Non fu semplicemente un conflitto etnico tra i “lunghi” e i “corti” alias i tutsi e gli hutu, tra bande etniche, ma fu un disperato grido di aiuto per squarciare l’indifferenza del mondo alle miserie dell’ Africa. Tribù, fronti patriottici, eserciti, milizie, ministri, contadini, studenti tutti uni contro gli altri in una lotta senza quartiere né regole se non quella antica e crudele del “mors tua vita mea”.
Nessuno ha voluto capire o prevenire, è accaduto.
Ancora sono da accertare le responsabilità in merito all’attentato dell’Aprile 1994, certo invece è che solo nel 1996 i focolai di guerra furono domati, un passo avanti fu fatto nel mese di Maggio con la formazione di una nuova assemblea costituente per votare la nuova costituzione del Ruanda e in Tanzania quando si aprì il primo processo per il genocidio perpetrato negli anni di guerra che aveva causato 80 mila morti sotto la guida di un tribunale penale internazionale ONU.
La situazione si normalizzò solo nel novembre dello stesso anno quando i milioni di profughi ruandesi rientrarono in massa dai campi profughi dello Zaire.

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