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6 settembre 2005

In Bielorussia per spegnere le critiche.

Sabato scorso la Nazionale italiana ha ottenuto un pareggio in terra scozzese che è servito ad avanzare di un punto verso i mondiali tedeschi. MercoleSabato scorso la Nazionale italiana ha ottenuto un pareggio in terra scozzese che è servito ad avanzare di un punto verso i mondiali tedeschi. Mercoledì andiamo a far visita alla Bielorussia e Lippi è costretto a vincere per zittire le critiche negative piovutegli addosso dopo il pareggio con la Scozia. Leggendo vari quotidiani e seguendo alcuni programmi sportivi, non sono riuscito a trovare una sola parola di elogio o quantomeno di sostegno per l’operato del C.T.. In effetti fa riflettere la scelta di giocare con due torri (Vieri e Iaquinta) più Totti, mandando in tribuna l’attaccante più prolifico degli ultimi tempi (Gilardino). Va bene il tridente, il gioco offensivo, ma affianco ad un panzer (non dimentichiamo Toni e Lucarelli) ed un fantasista sulla trequarti (Totti, insostituibile), ci vuole un attaccante di movimento, pronto al sacrificio e tecnicamente bravo da mettere in difficoltà gli alti e legnosi difensori scozzesi; anche se, per ora, in questo ruolo vedo bene solo Esposito, in quanto i migliori non stanno attraversando un buon periodo o fanno addirittura la panchina nelle rispettive squadre: vedi i vari Del Piero, Cassano, Montella o Miccoli. Condivido quindi le critiche al tridente “anomalo” di Lippi, ma non capisco perché nessuno ha fatto notare che prima di sabato l’Italia non aveva segnato neanche un gol in casa degli scozzesi , e che anche il Brasile avrebbe avuto difficoltà contro una squadra che gioca la partita della vita incitata da cinquantamila spettatori praticamente sulla linea del fallo laterale(chissà se un giorno anche in Italia avremo stadi senza recinzioni e tifosi a pochi metri dai giocatori). Inoltre non va dimenticato che l’Italia non è per niente forte, non a caso è trentaduesima nella classifica FIFA e ha profondamente deluso alle ultime due competizioni internazionali; col materiale che si ritrova a disposizione Lippi, quello di Glascow è un punto d’oro. Ma perché l’Italia, che a livello di club è sempre ai vertici, a livello di nazionale fa cilecca? Una spiegazione c’è: se andiamo a vedere la formazione tipo delle tre regine del calcio nostrano, ci rendiamo conto che l’Inter non presenta nessun italiano in campo, la Juventus solo tre(Buffon, Cannavaro e Zambrotta) più un oriundo (Camoranesi) e il Milan “addirittura” cinque (Maldini, che ha lasciato la Nazionale, Nesta, Gattuso, Pirlo e Gilardino). Se le tre squadre più forti d’Italia e tra le prime nel mondo ci garantiscono solo otto titolari in Nazionale, allora non dobbiamo meravigliarci se Lippi convoca i panchinari(Del Piero, Vieri, Materazzi) o va a pescare in squadre inferiori che spesso lottano per non retrocedere. Cari italiani, popolo di allenatori, bisogna rimboccarsi le maniche e mettersi in testa che se l’Italia vuole fare grandi cose, deve prendere esempio dalla Grecia vittoriosa agli ultimi europei: squadra umile e consapevole dei propri mezzi, ma con un cuore grande così.

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