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28 settembre 2005

L’Università di Parma alla seconda edizione della Darpa “Grand Challenge”

L’Università degli Studi di Parma parteciperà per la seconda volta alla “Darpa Grand Challenge – Autonomous Ground Vehicles” con il team guidato dal pL’Università degli Studi di Parma parteciperà per la seconda volta alla “Darpa Grand Challenge – Autonomous Ground Vehicles” con il team guidato dal professor Alberto Broggi, del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione del nostro Ateneo.
La “Grand Challenge” è l’unica gara al mondo tra veicoli completamente autonomi, il cui percorso si snoderà nel deserto del Mojave – vicino a Las Vegas – pecorrendo terreni accidentati e sconosciuti. Lo scorso anno la prima edizione della medesima gara non aveva visto nessun vincitore a causa del breve tempo tra l’annuncio e l’effettiva data della gara stessa. Anche i team di ricerca più prestigiosi si erano dovuti arrendere di fronte alle immense difficoltà sul percorso. Quest’anno il premio messo a disposizione dal DARPA è raddoppiato: due milioni di dollari.
L’evento (circa 200 milioni di dollari) avrà enorme rilevanza mondiale e sarà trasmesso in diretta su internet per essere fruibile da tutto il mondo scientifico internazionale in tempo reale (www.grandchallenge.org).
Le prime selezioni si sono tenute nel mese di Maggio e tra le circa 200 squadre iniziali ne sono state selezionale 40. Dal 28 settembre al 5 ottobre si svolgeranno le qualificazioni sul circuito Fontana Speedway (vicino a Los Angeles). Le squadre che verranno qualificate accederanno alla gara, che si terrà il giorno 8 ottobre 2005 con partenza da Primm, Nevada.
I veicoli partecipanti dovranno coprire, senza guidatore, un tracciato di circa 350 chilometri tra strade asfaltate, sterrate, deserto, e guadi in un massimo di 10 ore. il gruppo di ricercatori e progettisti che riuscirà a realizzare un veicolo che porterà a termine per primo l’impresa, oltre al ragguardevole premio, entrerà a far parte della storia della robotica in quanto fino ad ora mai nessuno e’ riuscito in un progetto così complesso.
Questa sfida, organizzata e coordinata dal Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency – Organizzazione di ricerca e sviluppo per il Dipartimento della Difesa U.S.A.) si propone di verificare la situazione robotica a livello mondiale allo scopo di applicare le tecnologie più avanzate in ogni ambito: civile, militare ed esplorativo. Di conseguenza, uno stimolo per incrementare le innovazioni tecnologiche applicate ai veicoli autonomi in grado, cioè, di percorrere notevoli distanze senza conducente grazie ad una sofisticatissima strumentazione di bordo che consente di scegliere la strada migliore, evitare gli ostacoli e far fronte in modo totalmente automatico a situazioni impreviste.
Per questa edizione della Grand Challenge, lo staff di ricerca di cui fa parte il gruppo del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione del nostro Ateneo -unica presenza italiana- comprende anche il team di ricercatori della Rockwell Collins, multinazionale che sta lavorando al sistema di navigazione del nuovo Airbus 380. La squadra si completa con il gruppo di ricerca del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, e i tecnici dell’azienda americana Oshkosh, leader mondiale nella produzione di veicoli di supporto.
All’interno della squadra, denominata TerraMax (www.terramax.com), il gruppo del professor Broggi si occuperà di realizzare il sistema di percezione che permetterà al veicolo di riconoscere l’ambiente circostante e di muoversi automaticamente anche in condizioni estreme, come quelle in cui si svolgerà la grande sfida. In particolare la ricerca prevede di estrarre informazioni sullo stato dell’ambiente circostante dalle immagini acquisite da 3 telecamere a bordo del veicolo e fondere questi dati con le informazioni provenienti da un laser scanner.
La partecipazione alla “Darpa Grand Challenge” per la seconda volta consecutiva -unica presenza italiana- è un’ulteriore conferma dell’importanza e della rilevanza a livello internazionale del gruppo di ricerca del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Parma: il veicolo autonomo che entrerà in gara dovrà confrontarsi con veicoli di altri importanti team che rappresentano il vertice mondiale dello studio delle tecnologie orientate verso i sistemi della robotica.
La partecipazione alla gara è una delle attività del gruppo di ricerca del laboratorio di Visione Artificiale, molte delle quali sono commissionate da grandi case automobilistiche e in collaborazione con numerosi produttori di sistemi in ambiente automobilistico (Volkswagen, Centro Ricerche FIAT, Volvo, DaimlerChrysler, Bosch, IBEO, Hella) oltre che con il Dipartimento della Difesa americano.
Alcuni degli optional delle autovetture dell’immediato futuro, come i sistemi di aiuto al guidatore o i sistemi di sicurezza attiva, potrebbero nascondere un’impronta tutta parmigiana.
Il nutrito gruppo di ricercatori di Visione Artificiale coordinato dal professor Alberto Broggi è composto da Massimo Bertozzi, Luca Bombini, Claudio Caraffi, Stefano Cattani, Pietro Cerri, Alessandra Fascioli, Isabella Fedriga, Stefano Ghidoni, Paolo Grisleri, Paolo Medici, Pierpaolo Porta, Guido Vezzoni, e coadiuvato da numerosi tesisti.

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