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17 settembre 2005

No alla Consulta nazionale dei musulmani del governo Berlusconi

Dietro questa proposta si cela l’incapacità di trovare soluzioni coerenti con la nostra Costituzione e l’intenzione di continuare a perseguitare gli iDietro questa proposta si cela l’incapacità di trovare soluzioni coerenti con la nostra Costituzione e l’intenzione di continuare a perseguitare gli immigrati

Dichiarazione di Filippo Miraglia, responsabile immigrazione Arci

La proposta di istituire una consulta nazionale dei musulmani da parte del governo Berlusconi è l’ultimo atto di una campagna razzista tendente ad accreditare la tesi secondo la quale ci sarebbe un legame tra il terrorismo e la religione musulmana e che anzi quest’ultima sarebbe la causa del primo.
Il Centro-sinistra non ha fino ad oggi manifestato nessuna reazione negativa alla proposta del “moderato” ministro Pisanu di una consulta che dovrebbe essere sentita su argomenti ben definiti e la cui composizione sarebbe decisa dal ministro stesso.

Pensate se la stessa proposta fosse stata avanzata per le altre componenti religiose di questo paese! Se qualcuno avesse solo ipotizzato una consulta, nominata dal governo, degli ebrei o dei cattolici, dei valdesi o di altre minoranze cristiane, si sarebbe giustamente gridato allo scandalo, all’ingerenza indebita e si sarebbe detto che in Italia non c’è più libertà.

Dietro questa proposta si cela l’incapacità di trovare soluzioni coerenti con la nostra Costituzione e l’intenzione di continuare anche in questo ambito a perseguitare gli immigrati..

Oggi in Italia serve una legge sulla libertà religiosa e un accordo, come c’è con le altre religioni, anche con i musulmani del nostro paese, che sono oramai una minoranza consistente. Ma forse basterebbe dar seguito al dettato costituzionale e evitare provvedimenti razzisti.

Di sicuro quello che è inaccettabile è aprire un’altra ferita nella nostra società per dimostrare che si fa sul serio nella lotta al terrorismo e dividere gli altri in buoni e cattivi per poter giustificare scelte discriminatorie e illiberali.

La sicurezza viene sempre più spesso usata per rafforzare i poteri forti su tutto il pianeta e nascondere l’incapacità di intervenire per la soluzione di conflitti locali e internazionali. In Italia oggi lo scontro è proprio su questo: per avere più sicurezza bisogna rinunciare a un po’ di libertà. Si tratta di una mistificazione a cui bisogna dire di no. Così come va respinta l’idea di questa falsa consulta che servirebbe solo a giustificare ulteriori negazioni delle libertà costituzionali e a inventare il musulmano buono, quello che è d’accordo con il governo, per giustificare la repressione contro la maggioranza degli immigrati.

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