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24 ottobre 2005

Aula Magna gremita per Franco Battiato

È stato accolto ieri nell’Università degli Studi di Salerno Franco Battiato, per la terza edizione di “FilmIdea-Incontri universitari di cinema”. L’ilÈ stato accolto ieri nell’Università degli Studi di Salerno Franco Battiato, per la terza edizione di “FilmIdea-Incontri universitari di cinema”. L’illustre ospite siciliano, molto atteso soprattutto dagli studenti, ha inaugurato la rassegna, affascinando gli ospiti in sala fin dalle sue prime battute. Gremita l’aula magna dell’ateneo in attesa dell’artista che, entrando nel campus, ha stabilito subito un grande feeling con gli studenti. «Com’è grande questa università, ora però andiamo a conoscere i giovani di questo ateneo». L’appuntamento di ieri sembra sia stato gradito dal regista di “Musikanten”, film sulla vita di Beethoven che Battiato ha presentato in anteprima nazionale a Baronissi giovedì sera su organizzazione della Pro-Loco Baronissi. Infatti a fine incontro il suo saluto è andato, agli studenti. «Bell’incontro, me lo auguro anche per voi». Un’ artista dalla comunicazione immediata che ha risposto alle domande degli studenti con non poche battute, dimostrando la sua simpatia, alternata a momenti di profonda riflessione sulla produzione cinematografica e televisiva italiana e americana. Intorno a lui tanti studenti si sono accalcati prima che lasciasse l’aula per stringergli semplicemente la mano oppure per una autografo. «Qual è la sua idea di filmografia?», la prima domanda di uno studente che fa capolino tra la gli altri. «Sono per le cose riuscite. Più che il genere ogni film deve avere struttura e credibilità. Non mi piacciono i furbi che si esprimono nel torbido», risponde sinteticamente e in modo efficace Battiato. «I suoi film – chiede Cristina Pastore, incluso il primo “Perduto Amor” – rappresentano un mondo in cui evadere?». «Al contrario – risponde il regista cerco di combattere la caduta di materialismo a cui stiamo assistendo. Molti pensano solo a fare soldi». Sono partite, poi, domande più tecniche sulle modalità di ripresa e sulla tendenza del regista a prediligere, nelle inquadrature, i volti dei personaggi uscendo fuori dagli schemi, «volutamente» aggiunge Battiato. Poi le risposte più confidenziali: «per me è importante avere un mondo di abitudini, se mi sposto è più difficile. Ma ho viaggiato molto». Mentre alla domanda «Il finale del film è uno stimolo alla ricerca interiore?», Battiato invia un bacio di approvazione alla studentessa. Si è concluso così il primo appuntamento in ateneo. Il professore Pietro Cavallo ha ricordato che quest’anno i corsi, incluso gli ospiti, dureranno fino a febbraio.
Marcella Cavaliere

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