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13 ottobre 2005

Benefici economici: alla Federico II si premia anche in base al merito!

Attualmente, in Italia, per molte famiglie supportare le spese universitarie non è semplicissimo.
Per far fronte a questo problema, esistono enti reAttualmente, in Italia, per molte famiglie supportare le spese universitarie non è semplicissimo.
Per far fronte a questo problema, esistono enti regionali che dovrebbero fungere da valido ausilio per le famiglie economicamente meno agiate.
Il discorso è, almeno in potenza, perfetto.
Il problema sorge quando emergono le ingiustizie, come quando i figli dei dipendenti statali non solo si vedono negare l’accesso alle risorse economiche messe a disposizione dai vari enti, ma vedono anche i propri colleghi universitari fieri di essere figli di tutti quei lavoratori che, volontariamente o meno, costituiscono l’ “economia sommersa” del paese, poiché proprio per tale motivo riescono ad accedere ai benefici di cui si parlava sopra.
I responsabili di queste ingiustizie giustificate non sono gli enti finanziatori, o meglio, forse la loro unica colpa è rappresentata dall’eccessiva fiducia nei confronti degli utenti che chiedono di poter accedere al servizio.
Gli enti dovrebbero decidere di capire che l’onestà non è, purtroppo, una caratteristica tipicamente italiana, e quindi il rischio è di concedere benefici economici ha chi ne dispone già abbondantemente.
…Ed è così che i figli dei dipendenti statali, i quali, anche volendo non possono evadere fiscalmente, difficilmente hanno la possibilità di godere di qualche, a questo punto legittimo, privilegio.
Molti Atenei cercano di venire incontro a queste categorie… Ad esempio, la Federico II di Napoli riserva ai propri iscritti una riduzione fiscale su basi di merito, traducibili per i ragazzi alle prese con la prima iscrizione nel voto con cui si sono diplomati e per il resto, la votazione media degli esami sostenuti.
Quindi, da qualche parte, un po’ di giustizia c’è.
Purtroppo queste gocce di giustizia non sono equiparabili all’oceano di ingiustizie in cui riversiamo … ma è già qualcosa.
Adesso, pongo ai lettori una domanda: attualmente essere figlio di un dipendente statale rappresenta, seppure paradossalmente, un handicap?
Beh , la risposta la lascio a voi.

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