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17 ottobre 2005

Che cos’è il disturbo borderline?

Un nome strano su cui si cela tanta perplessità, questo purtroppo è ciò che accade quando ci ritroviamo di fronte a qualcosa di oscuro. Oscure infattiUn nome strano su cui si cela tanta perplessità, questo purtroppo è ciò che accade quando ci ritroviamo di fronte a qualcosa di oscuro. Oscure infatti risultano tantissime malattie di cui non si conosce il nome e che per caso un bel giorno bussano alla porta del nostro corpo ed entrano nel nostro cervello. Ma che cosa riguarda questa malattia, dal nome così strano, che risulta quasi scherzoso come sostantivo, ma che poi in realtà nasconde una brutta verità? Dobbiamo sapere che
il disturbo borderline di personalità è una delle più complesse e controverse entità diagnostiche. In alcuni contesti psichiatrici addirittura ancora non viene pienamente riconosciuto come un disturbo a se stante, specifico, tant’è che da più di mezzo secolo la diagnosi di “borderline” è considerata il “cestino dei rifiuti psichiatrico”.
Il problema principale è che, come ogni altro disturbo di personalità, anche il disturbo borderline è egosintonico, ovvero la persona non riconosce i sintomi come parte di un disturbo ma semplicemente come uno stato di esistenza, così, sovente, i pazienti si riferiscono a se stessi affermando “sono fatto così, non posso farci niente”.
Questa egosintonia non permette ai pazienti di chiedere aiuto, e, quando lo fanno, nella maggior parte dei casi, è per problematiche che non riconoscono quale parte integrante della propria condizione disfunzionale di personalità, mostrando spesso uno scarso livello di insight.
Mentre il trattamento psichiatrico non ha prodotto gli effetti sperati e la ricerca in campo psicofarmacologico è ben lontana da un intervento di tipo curativo, i trattamenti psicologico e psicoterapeutico hanno avuto maggiori risultati.
Il disturbo borderline, da un punto di vista eziologico, è stato spesso associato a eventi traumatici subiti nell’infanzia, come abusi sessuali e fisici, maltrattamenti, trascuratezza, e così via. Tra le maggiori cause spiccherebbe l’abuso sessuale. Ciò che ci interessa, tuttavia, non è soltanto lo spettro delle cause che porta allo sviluppo disfunzionale della personalità, ma ciò che continua a mantenere il quadro sintomatologico nel corso del tempo.
Il disturbo borderline, presenta sintomi potenzialmente dannosi per il soggetto tra cui spiccano le condotte multi-impulsive (abbuffate e condotte bulimiche, uso e abuso di sostanze, guida spericolata, sessualità promiscua, condotte antisociali, ecc.), tentativi di suicidio o ideazione suicidaria e condotte autolesive (tagli su braccia e gambe, ecc.), scoppi improvvisi di ira e rabbia intensi.
Queste brevi informazioni, inerenti a questa malattia, si affrontano in modo più approfondito all’Università di Parma attraverso un corso di aggiornamento che inizierà il 19 ottobre 2005 alle ore 9:00, presso l’aula Magna. Il corso è organizzato dal Dipartimento di Neuroscienze, sezione di Psichiatria insieme alla Società Italiana di Psichiatria e alla Società Italiana di Storia della Psichiatria, e verrà presentato col titolo di: “DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITA’. PSICOPATOLOGIA CLINICA E TERAPIA”. L’evento si propone di affrontare il trattamento del disturbo e gli studi avvenuti in merito in quanto esso costituisce una condizione psicopatologica di gran rilievo clinico. Solo tramite una approfondita conoscenza della psicopatologia, delle dinamiche e delle relazioni interpersonali che lo sottendono ne consente una accurata gestione. Il corso è naturalmente rivolto a psichiatri, psicologi, psicoterapeutici e ripercorre le tappe storiche del concetto affrontando i temi relativi al disturbo e alle prospettive farmacologiche e psicoterapeutiche. Durante il corso si presenteranno alcuni casi clinici, con questo non si intende far sparire il problema perché purtroppo è impossibile, ma a mio avviso già conoscerlo reca una sicurezza in più.

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