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28 ottobre 2005

Dopo la bufera Celentano a Realpolitik arriva il ciclone Benigni

Grande show ieri sera su Rai Uno. Roberto Benigni irrompe sulla scena di Rockpolitik e scatena il deliro. Il comico toscano non risparmia nessuno nellGrande show ieri sera su Rai Uno. Roberto Benigni irrompe sulla scena di Rockpolitik e scatena il deliro. Il comico toscano non risparmia nessuno nella sua disquisizione. Inizia invitando Berlusconi a dimettersi così come ha fatto Santoro per andare da Celentano e fare, finalmente, il comico. Magari potendo dire a Prodi “c’hai il sedere a mortadella”. Poi obbliga il molleggiato a scrivere una lettera di scuse a Silvio, che ricorda quella famosa di Peppino e Totò o quella con Troisi indirizzata a Savonarola in “Non ci resta che piangere”. “La lettera- ha precisato Benigni, deve essere letta- “mentre sei in Marocco che ti fai un cannone con Bondi con la bandana, che sei tranquillo”, e non in Bulgaria, paese da cui Berlusconi attaccò nel 2001 Santoro, Biagi e Luttazzi. Il comico ha suggerito a Celentano una riparazione: “Siccome quest’anno ho fatto una trasmissione dove ho preso in giro il capo del governo, l’anno prossimo farò una trasmissione dove prenderò in giro il capo dell’opposizione… “. Poi però gli ha chiesto di cancellare: “Cancella tutto, perché l’anno prossimo il capo dell’opposizione è lui (Berlusconi)”. “Noi ti ammiriamo, però nel governo c’è qualcosa che non va e questo sei tu caro Silvio”, ha continuato a dettare Benigni. “Tu caro Silviuccio hai fatto tante cose belle per gli italiani, come per esempio…”, ha iniziato l’attore, che però si è interrotto, non riuscendo a trovare esempi. “Una cosa bisogna trovarla, poi casomai mettiamo eccetera eccetera”, ha detto allora Benigni a Celentano, per poi improvvisare una telefonata a un suo amico toscano di Forza Italia per chiedere suggerimenti sulle “cose belle” fatte dal premier. “Ha detto che fa un giro di telefonate e domattina mi richiama”, ha detto però Benigni dopo aver concluso la finta telefonata, definendo peraltro Berlusconi “amatissimo presidente che ama scherzare”.
Battute a valanga, sul fatto di ricordarsi una cosa fatta da Silvio nell’interesse di tutti gli italiani, che nessuno ricorda. Il tavolo di ciliegio con il riferimento alla scrivania di ciliegio dove Berlusconi firmò il famoso “Contratto con gli italiani”. Benigni invade, riempie la scena e lo schermo, in uno spettacolo porta il rock della satira pungente, intelligente, unica di un grande artista. Dai palchi delle feste dell’Unità all’Olimpo di Hollywood il Benigni ruspante si materializza nel Rockpolitik trasformandolo in un Realpolitk. Poi si spoglia e costringe a spogliarsi la sempre più bella Luisa Ranieri per rubarle il vestito che gli servirà per cantare con Celentano “La coppia più bella del mondo”. Chiude citando Voltaire: “Non sono d’accordo con le tue idee, darò la vita affinché tu possa esprimerle”, rimarcando così il diritto alla libertà di espressione. Poi si riveste e conclude con Socrate. Dall’Apologia cita il “Congedo di Socrate”. Benigni, come sempre, ha giocato con le parole, i gesti, l’ironia e l’allegria del giullare. Perché, come diceva Malaparte ” I toscani hanno il Paradiso negli occhi e l’Inferno in bocca”. Da buon toscano Roberto Benigni in televisione ha cantato Dante con il Paradiso negli occhi e messo alla berlina il Presidente del consiglio con l’Inferno in bocca.

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