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26 ottobre 2005

Il mangiatore di pietre

Questo è il secondo libro del giovane autore piemontese. Davide Longo sa scrivere bene: la trama è semplice ma ricca di particolari. I personaggi sonoQuesto è il secondo libro del giovane autore piemontese. Davide Longo sa scrivere bene: la trama è semplice ma ricca di particolari. I personaggi sono avvolti da una nebbia che che li nasconde, a volte fastidiosamente: il lettore, lo sappiamo, vuole sapere.Il romanzo è ambientato in Val Varaita. Dal confine francese il vento porta sui tetti delle case le atmosfere tipiche delle zone ” di confine “.
Cesare, chiamato da tutti il “ Francese “ trova in fondo a una scarpata il cadavere di un uomo. Con la complicità del giovane Sergio, stufo della sua quotidianità, capiranno che la vittima, Fausto, ha interrotto un lavoro a metà … E’ un noir bellissimo, scritto molto bene. Può non piacere la precisa descrizione di alcuni dettagli ma Davide Longo può permetterselo con questa abilità narrativa : “Cesare tagliò un morso sottile di toma e richiudendo il coltello guardò la sera che calava oltre la finestra. Le creste delle montagne staccavano ancora nell’ultimo sole, ma i pini in basso avevano il verde opaco del crepuscolo. Nei prati di là dal fiume restava qualche covone di fieno. Un vento pigro cullava faggi e castani a mezzacosta preparandoli al buio”.
Non servono discorsi complicati per suggerire agli amici un buon libro.
Ciò che il libraio può fare è organizzare una presentazione con l’autore: spero molto presto!
Domiziano Pontone

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