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5 ottobre 2005

Innovazione didattica e nuove frontiere della comunicazione

“Il decreto sulle università telematiche del 2003 ha portato alla ribalta le tecnologie dell’informatica e delle telecomunicazioni, un settore di rice“Il decreto sulle università telematiche del 2003 ha portato alla ribalta le tecnologie dell’informatica e delle telecomunicazioni, un settore di ricerca dall’alto potenziale strategico per il futuro della didattica universitaria.” Con queste parole la professoressa Patrizia Ghislandi, docente del Dipartimento di Scienze cognitive e della Formazione, ha aperto questa mattina la conferenza internazionale “eUniversity. eLearning and innovation in higher education”, organizzata dalla Facoltà di Scienze Cognitive e dal Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione dell’Università di Trento. “I fermenti tra gli atenei nazionali e internazionali” – ha proseguito la professoressa Ghislandi – “hanno favorito un dibattito vivace e proficuo che ha suscitato l’interesse della governance, la Commissione europea e la Crui hanno esplicitato il loro interesse e il loro impegno a promuovere la mobilità virtuale e internazionale tra le università; non mancano, dunque, i presupposti per garantire agli studenti e alla società il raggiungimento dell’alta qualità nella didattica universitaria.”
All’apertura del convegno era presente il rettore dell’Università di Trento, Davide Bassi, che ha posto l’attenzione sull’eLearning come strumento dal potenziale prepotentemente innovativo: “Siamo in una fase di transizione in cui le tecnologie informatiche hanno assunto un ruolo istituzionalmente riconosciuto nell’ambito delle metodologie didattiche; in un’era di diffusione globale delle telecomunicazioni risulta dunque necessario attivare due canali di intervento: il controllo e il monitoraggio delle informazioni da veicolare e la programmazione delle modalità di gestione delle tecnologie informatiche.“ Il rettore ha sottolineato anche la necessità di garantire una normalizzazione dei costi di attivazione degli strumenti informatici, nell’ottica di favorire un’ampia diffusione delle tecnologie multimediali e di assicurare ai docenti un aggiornamento costante lungo l’intero percorso di formazione.
Al convegno sono intervenuti anche Remo Job, preside della Facoltà di Scienze cognitive, e Maurizio Tomazzoni, assessore all’Università e all’Urbanistica di Rovereto, che ha ricordato l’attenzione da sempre riservata dal Comune allo sviluppo delle tecnologie: una tradizione storica che ha radici profonde e che risale agli anni Sessanta. L’assessore ha sottolineato il costante impegno speso negli ultimi anni dal Comune di Rovereto nell’innovazione e nell’aggiornamento di quest’area di studi e l’interesse a diffondere e confrontare i risultati delle ricerche anche al di fuori dei confini amministrativi, al fine di contribuire all’evoluzione e alla crescita collettiva in una dimensione globale.
Ha partecipato al convegno anche Franco Fraccaroli, direttore del Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione dell’ateneo trentino, che ha messo in luce come lo sviluppo delle attività di ricerca in questo settore possa in un futuro, ormai prossimo, rivoluzionare l’intero assetto delle attività e delle metodologie didattiche con effetti sui tempi di apprendimento, sulle modalità di selezione e acquisizione dei saperi, sui processi formativi e sulla nuova fisionomia dei rapporti docenti-allievi, ai quali si andrebbero ad affiancare nuove figure come i tutor.
Il programma del meeting è proseguito con un confronto tra le esperienze italiane e internazionali nell’area dell’eLearning. Gli interventi sono stati moderati da Carla Locatelli, prorettore con delega ai rapporti internazionali per le aree nord America, Asia e Oceania, e da Massimo Egidi, ex rettore dell’ateneo. Ospiti del convegno docenti e studiosi di università italiane e internazionali: il professor Albert Sangrà dell’Università di Oberta de Catalunya è intervenuto sul tema “ICT-Università: una sfida strategica”, mentre David Jonassen dell’Università del Missouri ha presentato la relazione su “Impiegare e supportare la risoluzione dei problemi online”; nel pomeriggio Alessandro Musumeci, direttore generale del servizio sistemi informativi del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca terrà il seminario “L’evoluzione del sistema educativo italiano in un contesto internazionale tramite le iniziative di eLearning del MIUR” e Cristiana Rita Alfonsi, referente per la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane presenterà “elearning e università in Italia: idee ed esperienze a confronto”.
Il programma pomeridiano si aprirà con la presentazione, da parte dei rispettivi referenti scientifici, moderati dal prof. Cesare Scurati della Cattolica di Milano, dei risultati finali della ricerca condotta dagli atenei di Trento, Perugia, Sassari e della Cattolica di Milano, nell’ambito del Prin (Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale), avviato nel 2003, dal titolo “eUniversity. Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione come fattore di mutamento nelle università italiane”. La conferenza proseguirà con una tavola rotonda dedicata alle prospettive dell’eLearning e dell’innovazione didattica. Al dibattito, presieduto dal professor Marco Dallari del Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione dell’Università di Trento, interverranno diversi autorevoli esponenti del mondo politico locale e del mondo accademico nazionale.
Nell’ambito del convegno eUniversity è in programma un secondo appuntamento che si propone di approfondire alcuni aspetti relativi alle stesse tematiche: nella giornata di giovedì 6 ottobre, presso la sala Mozart di Palazzo Todeschi a Rovereto, si terrà infatti un workshop, su invito, dedicato a un confronto fra i ricercatori delle università che hanno partecipato alla ricerca e vari esperti nazionali e internazionali in un’ottica di analisi e di valutazione dei risultati delle rispettive indagini.

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