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25 ottobre 2005

La tigre e la neve

Dopo gli ultimi “La vita è bella” (premiato con l’oscar per il miglior film straniero negli USA), e il poco apprezzato “Pinocchio”, ritorna il BenigniDopo gli ultimi “La vita è bella” (premiato con l’oscar per il miglior film straniero negli USA), e il poco apprezzato “Pinocchio”, ritorna il Benigni regista con “La tigre e la neve” affiancato da Nicoletta Braschi e il francese Jéan Reno. La storia è quella di Attilio (R. Benigni), poeta e insegnante di letteratura distratto e divertente, che è pazzamente innamorato di Vittoria (N. Braschi) una scrittrice che si sta occupando della stesura della biografia dell’autore arabo Fuad (J. Reno). Un triangolo di amore e amicizia sullo sfondo di un’Iraq in macerie, di un popolo distrutto dalla miseria, di una guerra lacerante. Tutto è raccontato con i toni teatrali e l’ironia amara di un tragicomico menestrello improvvisato e impreparato che affronta il mondo con l’aria falsamente disincantata e musicale di un poeta “del mondo” che ama la vita e ama gli esseri umani. Un gran film che in ogni attimo e ogni sequenza è il riflesso della personalità, tanto scoppiettante quanto drammatica, del grande Benigni che riserva allo spettatore momenti di recitazione vibrante e intensa, un grosso messaggio di pace e tolleranza, e un finale a sorpresa. Unica pecca della pellicola sono i vuoti lasciati dall’interpretazione della Braschi, spenta e marmorea, che non riesce a tenere il passo di Benigni a volte troppo esuberante.

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