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31 ottobre 2005

Nessun dorma, la protesta continua

Mentre l’intero circuito Universitario, dai docenti, rettori e studenti, protestava contro il Ddl sullo stato giuridico della docenza, il Governo incuMentre l’intero circuito Universitario, dai docenti, rettori e studenti, protestava contro il Ddl sullo stato giuridico della docenza, il Governo incurante per l’ennesima volta di un figlio malato, ha approvato il provvedimento di legge sullo Stato Giuridico dei docenti, dando così per l’ennesima volta una cura che non fa altro che danneggiare ancora di più i suoi pazienti. Lasciando irrisolte questioni fondamentali per il rilancio concreto del sistema universitario, come sostiene il presidente della CRUI Tosi. Era al dialogo che lo stesso presidente accennava nella relazione sullo stato dell’Università italiane, alla democrazia, una libertà di pensiero che non annulla nessuno, un interlocuzione tra università e territorio, un invito che Tosi nel suo discorso di settembre aveva rivolto a tutte le forze politiche, agli studenti, e alle loro famiglie. Ma di dialogo ben poco in questi giorni si può parlare. Incurante il ministro Moratti ed il Governo hanno proseguito, elargendo una legge ancora scarna e mal organizzata. Ora bisogna valorizzare quanto è emerso dal cuore delle Università e della società civile in questi ultimi mesi in termini di dibattito –dice Tosi- creare più che una protesta, una proposta concreta da presentare al prossimo Parlamento. Ed è proprio alle nuove forze politiche che Tosi si rivolge, a quella maggioranza che dopo il prossimo Aprile si troverà a prendere le nuove decisioni di direzione. Spetterà a loro la responsabilità di dimostrare quanto gli stia a cuore la classe giovanile, l’Università e la cultura, in una società dove la sessa conoscenza è strumento di pace. In tal modo la Crui conferma il proprio impegno orientato al dialogo, dialogo che ha visto fino ad ora davanti a se un interlocutore sordo o forse più opportunamente diremmo “assente”. Ma intanto dietro i discorsi programmatici del presidente le proteste in piazza continuano, da Roma a tutte le altre città sedi dei più importanti Atenei Italiani, le marce e gli accerchiamenti alle maggiori sedi di potere vanno avanti. Cortei pacifici, giovani che chiedono semplicemente di farsi ascoltare, rivendicando il loro diritto di studenti, accolti come è accaduto a Roma lo scorso 26 ottobre da colpi di brutalità ingiustificata, manganellate che hanno visto feriti non solo tra i protestanti, ma anche tra i turisti. Gli studenti dichiarano di non volersi fermare e continuare, con manifestazioni di cultura e di ricerca nell’Università, in quel luogo che non avrebbe alcun senso senza gli stessi studenti, perché l’Università è dello studente, e non viceversa di un padrone che vive tutto l’anno fuori casa, mettendo in ridicolo quando può non solo l’università, ma la cultura, la democrazia, quella semplice parola per la quale le lotte del passato hanno lasciato un instancabile e vivo ricordo di crescita culturale di tutti.

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