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10 ottobre 2005

Protesta dei lavoratori finisce in aggressione

Doveva essere una semplice manifestazione dei lavoratori preoccupati per la loro precaria condizione di lavoro ed invece si è trasformata in una vera Doveva essere una semplice manifestazione dei lavoratori preoccupati per la loro precaria condizione di lavoro ed invece si è trasformata in una vera e propria aggressione da parte delle forze dell’ordine. Tutto ciò è accaduto a Roma la mattina di martedì 4 ottobre quando duemila lavoratori della Finmek, secondo una stima della Questura, hanno sfilato pacificamente da piazza Repubblica a piazza dei Santi Apostoli per chiedere che sia scongiurato il fallimento e la messa in Cassa integrazione straordinaria di interi stabilimenti. È da più di cinque mesi, infatti, che la società non elargisce il salario ai dipendenti che, stanchi di questo motivo, avevano chiesto un incontro con le massime autorità. Quando la delegazione di lavoratori, che era stata ricevuta dal sottosegretario alle attività produttive, ha riportato che la situazione era per il governo di difficilissima soluzione ma che nonostante tutto questo ha stanziato nuovi fondi per la ditta (che si è rivelata nel tempo sperperatrice di denaro pubblico), alcuni di loro hanno occupato la piazza. E l’hanno continuata ad occupare nonostante la polizia imponeva loro si sgombrarla in brevi tempi. A questo punto sono iniziate la cariche ingiustificate delle forze dell’ordine ai danni dei manifestanti, tre dei quali sono stati feriti e trasportati in ospedale. Sul luogo è capitata anche una troupe di “Striscia la notizia” che ha assistito prima e ripreso con la telecamera poi l’enorme ritardo (più di trenta minuti) con cui le ambulanze hanno raggiunto lo spiazzo contiguo palazzo Chigi e ha fatto da cassa di risonanza delle vibrate lamentele dei lavoratori. La segreteria nazionale della Fiom-Cigl rende nota in dichiarazione tutta la propria “indignazione e condanna per la gravissima aggressione compiuta oggi a Roma dalle forze dell’ordine” ritenute “ingiustificate”. “Il Governo- aggiunge la Fiom- più volte sollecitato a intervenire nella disastrosa crisi industriale del Gruppo, risponde con l’intervento delle forze dell’ordine invece che con impegni per salvaguardare l’occupazione e gli stabilimenti”.

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