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11 ottobre 2005

Secondo appuntamento dell’Università di Modena e Reggio Emilia ai Musei Civici di Reggio

Secondo appuntamento proposto dall’Università di Modena e Reggio Emilia ai Musei Civici di Reggio
Di pari passo con lo sviluppo delle attività didatSecondo appuntamento proposto dall’Università di Modena e Reggio Emilia ai Musei Civici di Reggio
Di pari passo con lo sviluppo delle attività didattiche, che vedono coinvolta la sede reggiana dell’Ateneo, cresce altresì lo sforzo culturale dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia verso la città e la popolazione.

Lo testimoniano le sempre più frequenti iniziative che si stanno compiendo per proiettare Reggio Emilia nella dimensione delle , come meta non solo di studenti, ma piuttosto come luogo capace di proporre e produrre eventi e, soprattutto, di promuovere e creare cultura “diffusa”.

In questa direzione si muovono anche il Dipartimento del Museo di Paleobiologia e dell’Orto Botanico dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ed i Musei Civici di Reggio Emilia che, in collaborazione con C.S.A. – Centro Servizi Amministrativi (ex Provveditorato agli studi), hanno messo insieme un interessante ciclo di incontri scientifici che vanno sotto il nome “L’Università incontra la città: serate di autunno tra scienza e conoscenza”.

“L’iniziativa – spiega la dott. ssa Anna Maria Mercuri del Laboratorio di Palinologia e Paleobotanica dell’Ateneo, coordinatrice del progetto – è al terzo anno. Con questo ciclo arriveremo a presentare 10 conferenze, nelle passate edizioni hanno visto la partecipazione di non meno di 50 persone per serata. Molti erano insegnanti di scuole medie e superiori, cui è stato rilasciato un attestato valido ai fini dell’aggiornamento. Ma sono stati numerosi anche i semplici cittadini, appassionati di scienza, che hanno affollato la sala”.

Il ciclo, giunto al suo secondo appuntamento, proporrà mercoledì 12 ottobre 2005 alle ore 21,00 presso il Portico dei Marmi dei Musei Civici di Reggio Emilia (via Spallanzani 1), una lezione della prof. ssa Marta Bandini Mazzanti, docente di Botanica sistematica all’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, e la dott. ssa Giovanna Bosi su “Le piante nell’alimentazione della Ferrara Basso Medioevale”.

Per chi studia i semi/frutti nei depositi archeologici delle città medievali, l’aforisma “Dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” di J.A. Brillat Savarin (1755 – 1826) dovrebbe essere parafrasato in “Dimmi cosa getti nel pattume e ti dirò cosa hai mangiato”. Infatti, la spazzatura è lo specchio delle tavole e di una molteplicità di operazioni domestiche relative alla preparazione dei cibi, delle bevande, alla cura dei focolari, ecc.
La spazzatura è come il vino, il trascorrere del tempo la nobilita ed essa diviene simile a un manufatto, un “oggetto” che antiche mani hanno composto eliminando i vegetali guasti, gli scarti delle verdure, i duri noccioli, gli avanzi dei cibi ricchi di aromatiche. Come un manufatto, informa sul livello culturale e sulle abitudini della gente, sulle alterne vicende del “gusto” e sulle tradizioni culturali e gastronomiche di una città. A Ferrara, fin dall’alto medioevo, quando fu fondata la città, melone e zucca non mancano mai nei depositi archeologici e come non considerali sicuro preludio ai tortelli di zucca e al melone ferrarese, che sono oggi inclusi nella “bandiera” dei prodotti di Ferrara al Salone del gusto di Torino?

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