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12 ottobre 2005

Università di Modena e Reggio Emilia

Prospettive terapeutiche prodotte dalla ricerca sulle cellule staminali.
La facoltà di Bioscienze e Biotecnologie dell’Università degli studi di Prospettive terapeutiche prodotte dalla ricerca sulle cellule staminali.
La facoltà di Bioscienze e Biotecnologie dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia e l’Accademia Nazionale delle Scienze, Lettere e Arti di Modena promuovono un ciclo di 7 incontri dedicati ad approfondimenti su “Cellule staminali: dalla ricerca alle applicazioni terapeutiche”.

I seminari saranno condotti da qualificati ricercatori che guidano, a livello nazionale, i gruppi più attivi nel settore.

“Verrà affrontato soprattutto l’argomento relativo alle prospettive di impiego clinico delle cellule staminali. In particolare, – commenta il prof. Sergio Ferrari della facoltà di Bioscienze e Biotecnologie dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia – verranno descritti gli approcci già attuali o più promettenti per la cura di malattie genetiche, tumori, malattie degenerative del sistema nervoso e per la ricostruzione degli epiteli di rivestimento e del tessuto osseo”.

Il primo incontro, dal titolo “Cellule staminali del mesoderma: prospettive di terapia cellulare”, si svolgerà alle ore 16,00 di venerdì 14 ottobre 2005 presso la “Sala Rum” (via Campi 309) a Modena.

I partecipanti potranno ascoltare e confrontarsi col prof. Giulio Cossu dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

“L’obiettivo del nostro gruppo – spiega il prof. Giulio Cossu – è lo sviluppo di una terapia cellulare per la distrofia muscolare. Studi precedenti avevano mostrato che il trapianto intra-vascolare di mesoangioblasti (cellule staminali associate ai vasi) risulta in un drammatico miglioramento di topi affetti da distrofia dei cingoli. Per poter procedere ad una terapia cellulare nell’uomo abbiamo messo a punto un metodo per isolare ed espandere mesoangioblasti umani dalle stesse biopsie muscolari, che sono utilizzate per la diagnosi. Da un piccolo frammento di tessuto riusciamo a crescere, in un mezzo da noi definito, più di un miliardo di cellule prima che queste raggiungano la senescenza. Abbiamo caratterizzato queste cellule e dimostrato che esse sono in grado di colonizzare efficientemente il muscolo di topi mdx-immunodeficienti dando origine a fibre muscolari che esprimono distrofina umana. Infine, per verificare l’efficacia di questa strategia sperimentale in un grande animale, abbiamo ripetuto gli stessi esperimenti in cani distrofici. Abbiamo pertanto derivato mesoangioblasti canini normali e distrofici e abbiamo trasdotto questi ultimi con vettori che esprimono micro-distrofina. Ad oggi abbiamo trattato sei cani con cellule del donatore utilizzando diversi regimi di immuno-soppressione e quattro cani con le loro stesse cellule geneticamente corrette”.

Altri incontri si terranno con frequenza settimanale.

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