• Google+
  • Commenta
25 ottobre 2005

Università di Modena e Reggio Emilia: ricordo della figura del prof. Rodolfo Gelmini

All’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia si ricorda la figura di attento ricercatore ed accademico che fu il prof. Rodolfo Gelmini. Un conAll’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia si ricorda la figura di attento ricercatore ed accademico che fu il prof. Rodolfo Gelmini. Un convegno a lui dedicato, nel decennale della scomparsa, ripercorre l’evoluzione dei suoi studi. L’iniziativa a Modena mercoledì 26 ottobre 2005.

A dieci anni esatti dalla scomparsa, il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia ricorda l’originalità del contributo scientifico ed accademico del prof. Rodolfo Gelmini.

Un convegno mercoledì 26 ottobre 2005 su “Presente e futuro delle Scienze della Terra nel ricordo di Rodolfo Gelmini”, con la presenza di suoi autorevoli colleghi e di apprezzati allievi, traccerà un quadro degli studi più importanti avviati da questo docente, la cui personalità e le cui doti organizzative hanno lasciato un solco profondo non solo per quanto riguarda la vita dell’Ateneo, ma anche in riferimento all’attenzione posta localmente dalle istituzioni alle tematiche ambientali.

All’iniziativa, ospitata dalle ore 9,00 nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze della Terra (Largo Sant’Eufemia 19) a Modena, parteciperanno il Rettore dell’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia prof. Gian Carlo Pellacani, il Sindaco di Modena prof. Giorgio Pighi, il Direttore del Dipartimento di Scienze della Terra prof. ssa Daniela Fontana, il prof. Gianbattista Vai (Univ. di Bologna), il prof. Giampaolo Sighinolfi (Univ. di Modena e Reggio Emilia) ed il prof. Gilberto Coppi, Presidente della Società dei Naturalisti e Matematici di Modena.

“I temi di ricerca avviati dal prof. Gelmini – ricorda la prof. ssa Daniela Fontana – sono numerosi e spaziano dalla geologia marina alla geologia dei sedimenti recenti che costituiscono il sottosuolo della nostra pianura. L’evoluzione di questi studi, in numerosi casi, ha portato a risultati di interesse notevole ed inaspettato, tanto da acquisire ampi riconoscimenti in ambito nazionale ed internazionale. E’ il caso, per esempio, delle ricerche condotte sui calcari metano-derivati dell’Appennino settentrionale, rocce formatesi in corrispondenza di siti, nei quali si ha risalita di fluidi ricchi di metano o di altri idrocarburi. Lo studio di queste rocce si stà rivelando di grande interesse sia dal punto di vista energetico che ambientale. Studi recenti, infatti, mostrano una relazione fra questi calcari e i composti definiti . Questi composti, per l’elevato contenuto in metano, sono considerati una possibile fonte di energia del futuro. Nello stesso tempo la loro dissociazione può immettere in atmosfera consistenti quantità di metano, contribuendo all’effetto serra e inducendo, quindi, variazioni climatiche”.

L’evoluzione dei temi di ricerca che hanno visto impegnato in prima persona il prof. Gelmini sarà ricostruito attraverso le testimonianze recate da: prof. Antonio Russo, prof. Stefano Conti e dott. ssa Arianna Gubertini (Univ. di Modena e Reggio Emilia) su “I calcari metano-derivati dell’Appennino settentrionale”; dott. ssa Francesca Remitti (Univ. di Modena e Reggio Emilia) su “Relazioni tra il Gruppo di Cervarola e l’Unità Tettonica Sestola-Vidiciatico”; prof. Stefano Lugli e dott. ssa Simona Marchetti Dori (Univ. di Modena e Reggio Emilia) su “I depositi quaternari della pianura modenese” e dalla dott. ssa Milena Bertacchini (Univ. di Modena e Reggio Emilia) su “Le collezioni museali e il territorio”.

In questo ambito sarà anche presentata l’istituzione di una borsa di studio, voluta dai famigliari, intitolata a Rodolfo Gelmini, a sostegno di giovani ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra.

Google+
© Riproduzione Riservata