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18 ottobre 2005

Università di Parma

Mozione CRUI sul pdl sullo stato giuridico dei docenti universitari.
Il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione dell’Università deglMozione CRUI sul pdl sullo stato giuridico dei docenti universitari.
Il Senato Accademico ed il Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Parma riuniti in seduta congiunta martedì 18 ottobre, hanno approvato la seguente mozione della CRUI – Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, relativa al progetto di legge governativo sullo stato giuridico dei docenti universitari:
“L’Assemblea della CRUI, riunita a Roma il 13 ottobre 2005, esprime il proprio pieno consenso per l’azione svolta dal Presidente e dal Comitato di Presidenza nel corso del lungo e tormentato iter del progetto di legge governativo sul reclutamento e lo stato giuridico dei docenti universitari.

L’Assemblea respinge con sdegno le interpretazioni fuorvianti e offensive che al riguardo sono state avanzate da alcune parti rispetto a posizioni che la CRUI ha assunto esclusivamente nell’interesse dell’istituzione universitaria con l’obiettivo di assicurarne una migliore funzionalità scientifica e didattica, attraverso un sistema di reclutamento fondato sul merito e sulla valorizzazione delle capacità, offrendo reali possibilità di accesso in posizione stabile ai giovani studiosi più preparati, in linea con i criteri oggi prevalenti in Europa. Tutto ciò riconoscendo il giusto valore alle posizioni di chi già lavora da anni con impegno in condizioni sacrificate ed introducendo, a tutti i livelli, un serio ed autonomo sistema di valutazione al quale commisurare la distribuzione delle risorse.

A quest’ultimo riguardo l’Assemblea prende atto che in un provvedimento a stralcio dalla bozza di Legge finanziaria presentata al Parlamento è ora prevista l’istituzione di un Consiglio nazionale per la valutazione del sistema universitario e della ricerca, ma con una composizione e un meccanismo di nomina che non ne assicurano in alcun modo la terzietà e l’autonomia, per di più facendone ricadere i costi sul fondo per il finanziamento ordinario delle Università.

L’Assemblea della CRUI ribadisce il proprio giudizio negativo, nel merito e nel metodo, largamente condiviso negli Atenei italiani, su quanto finora avvenuto. I pur numerosi mutamenti introdotti, anche su sollecitazione della CRUI, rispetto al testo presentato dal Ministro hanno potuto soltanto ridurre gli aspetti più vistosamente controproducenti del progetto senza modificarne l’impianto di fondo.

Di fronte alla possibilità che il lavoro parlamentare possa ancora proseguire presso la Camera dei Deputati, la CRUI dichiara la propria disponibilità a verificare se esistano ancora i margini per modificare il testo uscito dal Senato, così che possa essere in primo luogo assicurata una gestione degli Atenei davvero rispettosa dei principi di autonomia costituzionalmente garantiti, fermo comunque restando che un serio intervento in materia potrà avvenire solo a condizione di introdurre un sistema fondato sulla valorizzazione del merito e delle capacità, sulla responsabilità e sulla valutazione dei risultati e di collegare la revisione del sistema di accesso e delle carriere dei docenti a una parallela riconsiderazione del modello di finanziamento dell’Università, all’incremento su un arco pluriennale delle risorse relative.

L’Assemblea della CRUI rileva d’altro canto con estremo allarme gli effetti perversi che deriverebbero dall’entrata in vigore di un testo con i contenuti di quello uscito dal Senato contemporaneamente all’eventuale approvazione delle disposizioni in materia universitaria previste nella bozza di Legge finanziaria.

Il ddl sullo stato giuridico fa infatti ricadere sugli Atenei tutti gli oneri finanziari aggiuntivi, indispensabili per dare un seguito effettivo alle norme: integrazioni a livello locale delle retribuzioni stipendiali del personale docente in rapporto ai compiti assunti; finanziamento (se e quando il nuovo sistema concorsuale riuscirà a partire) di un numero adeguato di posti di professore associato ed ordinario da bandire, riservati e non; copertura per le future chiamate degli idonei e per le chiamate dall’estero; maggiori costi derivanti dalle tipologie dei contratti previsti, in particolare per i giovani.

A fronte di tutto ciò, la legge Finanziaria nella sua attuale versione prevede bensì alcuni provvedimenti apprezzabili (deducibilità fiscale delle donazioni, abrogazione della tassa sui brevetti, esclusione dell’imposta sui redditi da proventi commerciali). Essa prevede inoltre che una quota del 5 per mille destinato al volontariato ed alla ricerca possa andare all’Università senza peraltro fornire alcuna garanzia sulla sua entità e sulle modalità di distribuzione.

Ma la CRUI ritiene inaccettabile che il disegno di legge finanziaria continui a lasciare a carico dei bilanci degli Atenei gli oneri derivanti dagli adeguamenti stipendiali del personale docente e tecnico-amministrativo fissati dal Governo, per un importo di circa 210 milioni di euro; che preveda una diminuzione del FFO di 55 milioni di euro rispetto allo scorso anno, con l’ulteriore riduzione dell’1 per mille, per istituire, nei modi già deplorati, il Consiglio nazionale per la valutazione; che stabilisca un’ulteriore decurtazione di 60 milioni di euro (su 150) sul fondo per l’edilizia universitaria, azzerando lo stanziamento per il biennio successivo; che stabilisca il versamento allo Stato degli importi accantonati in seguito al decreto taglia-spese del 2002; che preveda un incremento inadeguato del fondo destinato alle Università non statali a fronte di una non programmata crescita del numero delle stesse; che lasci l’IRAP all’8,50% senza nessuna decurtazione dell’imponibile, in particolare delle spese per ricerca.

La combinazione delle disposizioni del ddl sullo stato giuridico e dei mancati interventi finanziari renderà di fatto ingestibili le Università. I Rettori lo denunciano al Governo, al Parlamento e al Paese, in un momento nel quale tutti affermano che la ripresa della competitività dell’Italia è legata in maniera determinante al potenziamento del sistema universitario con le sue attività di ricerca e di formazione del capitale umano.”

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