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8 novembre 2005

Bocconi: convegno Il valore dell’innovazione.

Creatività e innovazione sono il motore dello sviluppo imprenditoriale nell’era dell’economia della conoscenza. In un momento storico in cui i clientiCreatività e innovazione sono il motore dello sviluppo imprenditoriale nell’era dell’economia della conoscenza. In un momento storico in cui i clienti non cercano più solo un prodotto o un servizio, ma l’esperienza e l’identificazione con i valori di chi li produce, le imprese accordano un valore sempre più strategico al rapporto con l’arte e la cultura. Delle nuove forme di questo rapporto si è discusso questo pomeriggio, nell’aula magna dell’Università Bocconi, nel corso del convegno I valori dell’innovazione, organizzato dal centro di ricerca Ask, laboratorio di economia e gestione delle istituzioni e delle iniziative artistiche e culturali della Bocconi, diretto da Stefano Baia Curioni, con la collaborazione di UniCredit, un gruppo che si è posto al centro di questo processo di trasformazione.
“La cultura, oggi, è divenuta materia prima della catena del valore”, ha sintetizzato il presidente della Sda Bocconi, Severino Salvemini. “Dove le risorse umane delle imprese sanno cogliere le nuove tendenze culturali e artistiche si sviluppa un più alto livello di capitale simbolico, che si riversa poi nel marchio, nei prodotti e nei servizi”, ha sostenuto. Il mecenatismo aziendale dà strada a un coinvolgimento organico, e di lungo periodo, delle imprese nel mondo dell’arte. “Alcune imprese, oggi, non ravvedono alcun segno di discontinuità tra i valori che informano la loro missione nell’epoca dell’economia della conoscenza e della creatività e quelli che informano il mondo della più recente produzione artistica e intellettuale”, ha aggiunto Guido Guerzoni, docente di storia economica dell’Università Bocconi.
Le motivazioni di un approccio al mondo dell’arte che sia anche strumento di relazione con i clienti, i collaboratori e la comunità locali sono state illustrate per la prima volta dall’amministratore delegato di UniCredit Alessandro Profumo: “Comprendere il presente e saper progettare il futuro rappresentano gli elementi essenziali della nostra missione come attori sociali” ha detto. “Non ci interessa comparire come sponsor o mecenati di un progetto, ma come partner di realtà affini, per compiere insieme a queste un percorso comune. I nostri investimenti nel futuro consistono così anche nel valorizzare il capitale umano e nella comunicazione con interlocutori pronti ad accettare e valorizzare le differenze”.
L’istituto bancario ha infatti avviato un progetto pluriennale, articolato in diverse aree d’intervento, frutto di organiche relazioni con tutti i principali attori del sistema – artisti, istituzioni, musei, galleristi, case d’asta, case editrici, accademie e università – il cui fulcro sarà nella creazione di una nuova collezione d’arte contemporanea, focalizzata sugli artisti attivi a partire dagli anni ’80.

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